Alimentazione

Dieta SIRT (Sirtfood Diet): funziona? Forse. Ma non per i motivi che ti dicono.

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È la dieta del momento. La seguono, con risultati che hanno del prodigioso, VIP come Adele e Pippa Middleton, e fa ultimanente capolino nella stampa mainstream. Chiunque la può seguire imparandone i principi fondamentali acquistando l’ovvio omonimo libro già best-seller in nel Regno Unito, dove la dieta è nata.

Cos’è la dieta SIRT (Sirtfood Diet)

È una dieta ideata e divulgata nel 2017 da due nutrizionisti sportivi inglesi: Aidan Goggins e Glen Matten. Il selling point principale di questa dieta è l’attivazione del gene della magrezza, ovvero “il gene magro“.

Nello specifico, è basata sull’assunzione di cibi che contengono proteine del gruppo delle sirtuine, che si è dimostrato svolgere un ruolo nel metabolismo, nell’infiammazione e, probabilmente, nell’invecchiamento cellulare.

I cibi che i due nutrizionisti hanno ribattezzato: “sirtfood” potrebbero aumentare la quantità di sirtuine presenti nel corpo.

Il principio della SIRT è, essenzialmente: aumentare il consumo di cibi contenenti sirtuine e ridurre drasticamente l’apporto calorico giornaliero, al fine di stimolare l’organismo a produrne e, per estensione, favorire dimagrimento.


Dieta SIRT: funziona?

Se sei un topo, è molto probabile che funzioni. Perché il problema è essenzialmente questo: gli autori hanno raccolto i risultati di tutti gli studi scientifici sulle sirtuine, che però sono stati condotti su topi e colture cellulari, e li hanno applicati, in modo del tutto arbitrario, agli uomini.

Lo abbiamo visto con il CBD, con gli integratori di Piperina e Curcuma per dimagrire e con il Tribulus Terrestris. Quando una sostanza mostra promettenti risultati sugli animali, gli squali del business del dimagrimento ci si buttano a capofitto e ci costruiscono un’intera operazione di marketing. Attendere studi su esseri umani? Figuriamoci! Il Dio Denaro non ha tutto questo tempo.

Il fiuto per gli affari degli editori non si è fatto attendere, infatti oltre al libro principale, sono già in commercio numerose “espansioni” come, ad esempio, manuali di ricette SIRT.

Basandosi, la dieta SIRT, su ricerche specifiche fatte sulle sirtuine, la prima domanda che bisognerebbe porsi è: se qualcosa funziona su cavie animali e in vitro, possiamo automaticamente pensare che funzionerà anche sugli esseri umani?

La risposta più sensata che si possa dare a questo quesito è: Ovviamente non è dato saperlo.

Ciò che è certo è che manca del tutto la letteratura scientifica sufficiente (per quantomeno provare) a credere alle promesse della Dieta SIRT: facile e rapido dimagrimento, maggiore stato di salute, attivazione del “gene della magrezza”.

Non avessimo già visto milioni di volte lo stesso copione e non avessimo ormai fatto il callo agli studi scientifici sfruttati (male) al solo scopo di spacciare una tesi, saremmo infinitamente più ottimisti.

Ma poi dico: che valenza concreta può avere la testimonianza di PIPPA MIDDLETON, donna già fisicatissima, la cui esistenza, dal punto di vista culturale, comportamentale, alimentare, è stata preordinata fin dall’età di… da sempre... a fare un’emerita [OK OK OK MI AUTOCENSURO DA SOLA . N.d.A. ] nella vita?

Un momento a caso di una giornata particolarmente intensa di Pippa, mentre segue la SIRT.

Per quello che si sa, oggi, della Dieta SIRT, non è né più né meno potenzialmente efficace di una qualsiasi altra dieta che preveda una restrizione calorica. Vale a dire: “funziona” (se per “funziona” intendiamo la perdita di peso) perché comporta una drastica diminuzione delle calorie assunte, ma non c’è scientificamente nessun legame dimostrato con la assunzione di alimenti contenenti sirtuine.


Test sugli umani della Sirtfood Diet

Eppure, si chiederà il lettore / lettrice meno smaliziato, se gli autori della dieta SIRT sono così certi delle loro promesse l’avranno pur fatta provare a qualcuno, che so, un amico, un parente…

Ebbene sì. Dell’esperimento “privato” condotto dai due autori presso la Palestra presso cui prestano servizio ne racconta diffusamente NetDoctor in questo articolo: “The truth about sirtfoods“.

L’esperimento, chiamiamolo così, che ovviamente ha trovato spazio nel libro della Sirtfood Diet e NON su una rivista scientifica, è stato condotto su 39 clienti della palestra (all’inizio erano 40, ma uno di essi si è chiamato fuori gridando: “No grazie preferisco vivere“), che hanno seguito per sette giorni la fase 1 della Sirtfood (detta hyper success phase), con una perdita di peso media finale di 3,2 Kg, mantenendo o aumentando la massa muscolare.

Questo ovviamente viene riferito da Goddins e Matten nel loro libro. Ai lettori viene chiesto un atto di fede.

Sempre NetDoctor, limitandosi all’uso del caro vecchio buon senso, mostra gli evidenti limiti di questo esperimento. Innanzitutto il campione esiguo di cavie, nessun gruppo di controllo, nessun follow up. Senza contare che la hyper success phase è stata testata da frequentatori di palestra, gente allenata e già in forma, non certo l’archetipica casalinga di Voghera.


Quali sono i cibi sirtfood? Ovvero quali cibi si “devono” mangiare durante la Dieta SIRT?

Giusto a dimostrare che non sono qui a spalare fango così, per partito preso, voglio chiarire un punto: i cibi definiti sirtfood sono cibi che possono comunemente trovarsi in qualsiasi supermercato. E sono generalmente considerati sani.

La lista dei cibi listati dagli autori della dieta sono:

  • Cavolo
  • Vino rosso
  • Fragole
  • Cipolle
  • Soia
  • Prezzemolo
  • Olio extravergine d’oliva
  • Cioccolato fondente (85% di cacao)
  • Tè verde matcha
  • Grano saraceno
  • Curcuma
  • Noci
  • Rucola
  • Peperoncino
  • Levistico officinale
  • Datteri
  • Cicoria rossa
  • Mirtilli
  • Capperi
  • Caffè

Aggiungere alla propria dieta uno o più degli alimenti sopra riportati -magari in sostituzione di junk food o cibi ultraprocessati- non fa certo male alla salute, anzi!

Tuttavia, affidare unicamente ai sirtfood e ad un regime alimentare ipocalorico che al momento non ha alcuna dimostrazione scientifica di efficacia il proprio dimagrimento è, quantomeno, incauto.

Studi scientifici, questa volta seri, hanno dimostrato, tra l’altro, che durante la prima settimana di restrizione calorica solo 1/3 della perdita di peso è costituita da grasso: i restanti 2/3 sono acqua, massa magra e glicogeno. (Fonte: “Glycogen storage: illusions of easy weight loss, excessive weight regain, and distortions in estimates of body composition.” e “Changes in Energy Expenditure with Weight Gain and Weight Loss in Humans.“)

E, controintuitivamente, un calo di peso così repentino, il metabolismo, tende a rallentarlo non accelerarlo! (Fonte: “Metabolic adaptation to caloric restriction and subsequent refeeding: the Minnesota Starvation Experiment revisited“).

Precisato questo, e togliendo il dimagrimento-ad-ogni-costo dalla discussione -perché ribadisco, finché non vi sarà una solida letteratura scientifica basata su studi umani, la discussione non esiste proprio!- l’aggiunta di “sirtfood” alla propria dieta, ovvero (come vediamo dalla lista) alimenti vegetali ricchi di fibre, vitamine, antiossidanti, sostanze fitochimiche e polifenoli è comunque un buon consiglio per tutti.

Angela Garella
Angela Garella
Veronese DOC, ci tiene a precisare. Esperta di fitness e rimedi naturali. Se volete sapere a cosa serve un integratore... chiedete a lei! ------ Note biografiche disponibili nella pagina Redazione | Tutti gli articoli, ove non espressamente specificato, sono sottoposti a Revisione Scientifica e Fact Checking.