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METODO HAMER. Perché adesso avete definitivamente rotto i coglioni! [Falsa e pericolosa medicina “alternativa”]

E perché, con sta fesseria di aggiungere il termine “alternativa” a qualsiasi stronzata venga in mente allo psicopatico di turno per tirar su due spicci, avete fatto abbastanza morti. Ora basta.

Mentre ricordiamo l’ennesima vittima di chi pensa di essere troppo cool per abbassarsi alle cure troppo normali e noiose che la scienza mette a disposizione, non possiamo fare a meno di riflettere: medicina alternativa, ma alternativa a cosa?

Della vicenda giudiziaria legata al caso Eleonora non ci curiamo. E’ compito della magistratura stabilire il livello di colpevolezza di chi, con una figlia gravemente malata di leucemia, ha DECISO (vantando una laurea in medicina conseguita all’Università di Internet) che chemioterapia = male / vitamina C + cortisone = bene. Ciò che ci interessa è l’attitudine mentale di chi abbraccia, acriticamente o basando la sua cultura su Google, le cosiddette medicine alternative sulla base del pregiudizio, completamente errato, che la medicina, la scienza, la farmacia, siano, a prescindere, merda, cacca, pupù.

Cosa è il Metodo Hamer: spiegato semplicemente.

Molto, molto semplicemente. Il Dottor Hamer era un rispettato medico (uno dei pochi, nel variegato mondo delle medicine alternative, ad avere una Laurea vera) che operava in Germania. Un evento tragico e inaccettabile, ovvero la perdita del figlio Dirk a seguito di una pallottola vagante sparata da un ubriachissimo Vittorio Emanuele, lo fece letteralmente sbroccare. L’incapacità, da parte dei medici, di salvare il figlio e il contrarre qualche tempo dopo un tumore (carcinoma al testicolo) fece maturare in lui un sentimento di rancore nei confronti dell’estabilishment scientifico che culminò nel fondare la Nuova Medicina Germanica, una disciplina mai dimostrata scientificamente, che costò ad Hamer la licenza di operare come medico, che vede la malattia come il risultato di un trauma psicologico non risolto.

Tutto nasce da un dottore tedesco, tale Ryke Geerd Hamer, nato nel 1935 e, dal 2017, impegnato full time nel delicatissimo compito di essere morto. In un momento di lucidità mentale pari a zero, ovvero dopo la perdita del figlio, mancato dopo 4 mesi di agonia a seguito di una ferita d’arma da fuoco (sì, fu quella sagoma di Vittorio Emanuele a sparargli, ma non ci interessa!), partorì quella genialata della “Nuova Medicina Germanica“.

Insomma, mentre qualsiasi persona normale, a fronte di trauma gravissimo come la perdita di un figlio, si sarebbe data all’alcool e alle terapie di sostegno, il signor Hamer ideava una cura per affrontare qualsiasi patologia, dalla micosi dell’unghia al cancro. Delle due l’una: o era un prescelto, che aveva ricevuto un’illuminazione in stato alterato di coscienza, oppure era potenzialmente la persona più pericolosa al mondo: un soggetto, dotato di cultura accademica, mosso da disperazione e rancore verso chi non fu capace di salvargli il figlioletto. Al lettore viene lasciata democraticamente la possibilità di scegliere la seconda opzione.

La Nuova Medicina Germanica, oggi sinonimo di Metodo Hamer e che conta migliaia di seguaci in tutto il mondo, è un demenziale miscuglio di new age, fondamenti di medicina reintepretati a cazzo di cane e antisemitismo.

A proposito di antisemitismo, prima di andare avanti: la filosofia trainante del Metodo Hamer è che la medicina tradizionale, “ufficiale”, (cioè, la medicina!) è in realtà un oscuro complotto degli ebrei per ammazzare tutti coloro che sono di etnia diversa. Chiaro? Invece di sterminarci a colpi di mitragliatore o di missili, i cattivissimi ebrei si sono inventati la chemioterapia. E l’Ibuprofene. E la Paroxetina. Spietati, proprio!

A parte Eleonora Brigliadori, in effetti, riesce improbabile pensare ad un essere umano anche solo minimamente scolarizzato credere al Metodo Hamer, specie considerando gli assunti di partenza e affidare ad esso la sua salute.

Ma vogliamo vedere quali sono i 5 (cinque) punti cardinali della filosofia del Metodo Hamer?

La medicina promossa da Hamer si fonda essenzialmente su cinque regole di base; con una modestia che fa quasi tenerezza, sono battezzate: “Le cinque Leggi Biologiche“. Le prendiamo pari pari da Wikipedia, i commenti sono nostri.

Prima legge (“La regola ferrea”): le gravi malattie hanno origine da un evento di shock o trauma psicologico (“sindrome di Dirk Hamer”) che viene vissuta dall’individuo come acuto e drammatico. […]

Tralasciando il pessimo gusto di intitolare al figlio una sindrome come se fosse una gran bella idea, qui cadiamo proprio sull’ABC della diagnostica: la semplificazione e la banalizzazione dell’origine di una malattia. No, le malattie non hanno origine da un “trauma emotivo”: anche si potesse dimostrare che ha invece un ruolo nella manifestazione di una patologia (non è assolutamente escluso), questo non sarebbe che una delle tante cause possibili. Sappiamo che Hamer, nel periodo successivo alla morte del figlio, sviluppò un tumore (curato dai medici, quelli veri, così, per la cronaca), ed è qui la seconda fallacia del ragionamento del dottore tedesco: l’assunto “se ha funzionato così per me, funziona così per tutti” è sempre, in linea di principio, sbagliato.

Bonanima di Hamer, e tutti i suoi seguaci, imparate la seguente lezione: il corpo umano, il suo funzionamento, incluso il contrarre e guarire da una malattia, è l’insieme di processi estremamente complessi e fortemente caratterizzanti del singolo individuo. E’ estremamente complessa qualsiasi funzione del corpo, persino la digestione dei broccoli o dei peperoni, figuriamoci lo sviluppo di un tumore. Ogni paziente è unico (si pensi ad esempio a chi può mangiare chili di arachidi e chi muore ne sente anche solo l’odore), come è unica la sua storia clinica, familiare, il suo corredo genetico, la sua predisposizione a contrarre alcune malattie piuttosto che altre.

Seconda legge (“Le due fasi della malattia”): un paziente che non ha risolto il suo conflitto è nella prima fase (conflitto attivo), che Hamer chiama “malattia fredda” (sensazione di freddo, mancanza di sonno, alcuni tumori, ecc.). Se riesce a risolvere il conflitto entra in una seconda fase, post-risoluzione (fase di guarigione), chiamata “malattia calda” (reumatiche, infettive, allergiche, tumori o qualsiasi malattia fisica o psichica, da lui chiamata “malattia oncoequivalente”, ecc.) Questa seconda fase comporterebbe più rischi, e una completa guarigione secondo Hamer avviene solo dopo il suo completamento. […]

In pratica. BLAME THE VICTIM. Paziente, sfigato al quadrato, ti sei ammalato? E’ colpa tua. Non stai guarendo? E’ colpa tua!

Eh… hai preso un tumore ai testicoli perché non hai superato il trauma di aver trovato a letto tua moglie con un nigeriano“.

Parafrasando la seconda legge (“Legge”… omfg!) il paziente che non trova sollievo dal Metodo Hamer non è perché essenzialmente il Metodo Hamer non serve ad un cazzo, ma è perché ancora fatica a risolvere i suoi conflitti interiori. Me lo immagino proprio, un malato di Sclerosi Multipla, già abbastanza in ansia perché vede progressivamente peggiorare le sue capacità di deambulazione e controllo degli sfinteri dover stare pure ad ascoltare un Hamerista che lo pungola sui suoi traumi adolescenziali.

Lezione per gli Hameristi: il paziente ha già abbastanza cazzi per la testa senza bisogno che lo facciate sentire ancora più in colpa! In caps lock così gli studenti dell’Università della Vita capiscono meglio: NON ESISTE ALCUNA DISCIPLINA MEDICA CHE ADDOSSI AL PAZIENTE LA COLPA PER LA SUA MALATTIA e/o MANCATA GUARIGIONE. Neanche ai fumatori cui viene diagnosticato un cancro al polmone un medico direbbe mai: “Eh, le piaceva fumarsi 200 sigarette al giorno?“.

Terza legge (“Il sistema ontogenetico delle malattie”): Hamer ritiene che la progressione della malattia sia controllata principalmente dal cervello e dal cervelletto. Hamer afferma i suoi legami con la scienza dell’embriologia, perché lega il tipo di progressione della malattia, coinvolgendo l’aumento dei tessuti (crescita del tumore), la perdita di tessuto (necrosi o ulcere) o di funzioni con la relativa discendenza del tessuto dalle diverse parti del foglietto embrionale (endoderma, mesoderma e ectoderma) da cui sia i tessuti di organi e le regioni cerebrali corrispondenti originano (anche tessuti molto diversi, hanno, in effetti, origine dalla stessa zona embrionale)

E tutta questa supercazzola, che essenzialmente significa NULLA, può essere riassunta con: hai una malattia? E’ il cervello / cervelletto che la sta gestendo.

Non è vero. O meglio, è un’altra eccessiva semplificazione di come il cervello (e il sistema nervoso, l’apparato digerente, il sistema cardiovascolare ecc. ecc.) interviene nel funzionamento dell’organismo, quindi, di conseguenza, nello sviluppo di una malattia.

Un po’ come dire: è colpa dell’ANAS se c’è stato un tamponamento a catena sull’A4.

Ma andiamo oltre.

Quarta legge (“Il sistema ontogenetico dei microbi”): i microbi non causano malattie, ma sono utilizzati dal corpo, coordinato dal cervello, per ottimizzare la fase di guarigione, a condizione che i microbi necessari siano disponibili quando necessario. Funghi e micobatteri lavorerebbero sui tessuti originati nell’endoderma, nonché su alcuni dei tessuti originari del mesoderma. I batteri funzionerebbero su tutti i tessuti derivati dal mesoderma e i virus su quelli derivati dall’ectoderma. Hamer sostiene che questi microbi, piuttosto che essere antagonisti al corpo, in realtà svolgono un ruolo necessario nella guarigione.

Certo. Vallo a dire agli uomini del Medioevo, che morivano per un semplice raffreddore. Vallo a dire agli uomini dell’Antica Roma, la cui aspettativa di vita era di 30 anni (40-50 anni se ti diceva bene).

Comunque, è dalla quarta… legge, che nasce la tesi degli hameriani che i tumori siano in realtà funghi da trattare con antimicotici.

Facile, OGGI, pontificare di microbi, batteri e funghi quando la scienza, le migliorate condizioni igieniche e le maggiori risorse alimentari consentono alla maggior parte delle persone di vivere oltre gli 80 anni.

Afferma che alcuni degli interventi della medicina convenzionale sono controproducenti, interferendo con i processi naturali.

E grazie al cazzo! Anche il semplice mal di testa, anche una contrattura muscolare, è un processo naturale del corpo (una “risposta”, per essere più precisi). Se uno si rivolge al medico è proprio perché VUOLE che il medico lo aiuti a “interferire” con i processi naturali che gli causano dolore e sofferenza.

Quinta legge (“La quintessenza”): la fase attiva del conflitto e la fase di guarigione delle malattie, come sopra descritto, costituiscono “speciali programmi significativi della natura”, sviluppati durante l’evoluzione della specie, per consentire agli organismi di ignorare il funzionamento comune, al fine di trattare particolari situazioni di emergenza.

E qua si cala l’asso di briscola. La “quintessenza”. Come per la precedente “Legge”, nasce in realtà dall’osservazione, errata, di una società più sana e longeva delle precedenti, in cui ci si può permettere il lusso di considerare la malattia come un’anomalia. Un funzionamento, reversibile, del corpo.

E, tra le metodologie terapeutiche del Metodo Hamer, vi è l’inoculazione volontaria al paziente di alcuni microbi e batteri.

In realtà il corpo umano è, come scritto sopra, una macchina estremamente complessa, di cui sappiamo molto ma ancora non sappiamo tutto (vengono persino scoperti nuovi muscoli): è un sistema perfettamente imperfetto, soggetto a difetti (es: genetici), a malfunzionamenti (es: diabete), a logorio (es: tendini e articolazioni), a invecchiamento (es: demenza senile, sarcopenia ecc.), ed è soggetto a malattie; alcune facilmente curabili, alcune difficilmente curabili, alcune non ancora curabili.

Qualsiasi approccio terapeutico, “tradizionale” o “alternativo”, che punti alla (iper) semplificazione del funzionamento del corpo è destinato a risultare inefficiente.

In definitiva

La Nuova Medicina Germanica (Metodo Hamer), cui va riconosciuto il sicuro appeal su soggetti che sono ancora un gradino sotto l’evoluzione -e che, è matematico, credono anche alle scie chimiche, al 9/11 come auto-attentato, non credono che siamo stati sulla Luna, non si vaccinano perché sono troppo intelligenti per farlo ecc. – non è solo sbagliata come medicina alternativa, ovvero non cura proprio nessuno, ma è pericolosa nelle premesse (la colpa è del paziente), nella diagnostica (semplificazione del funzionamento del corpo) e nell’applicazione (rifiuto delle cure tradizionali a favore di… boh, danze? rituali? vitamine?).

La Nuova Medicina Germanica è costata a Hamer la radiazione dall’Albo dei medici nel 1986 nonché indagini e incriminazioni in Francia, Spagna, Austria, Germania, Belgio per reati quali omissione di soccorso, esercizio abusivo della professione medica, calunnia e frode.

Certo, quanto sopra, per le menti bacate di alcuni, non costituiscono dimostrazione di bufala, ma attestato di riconoscimento, ma la lista delle vittime “note” del Metodo Hamer è ben nutrita e con i recenti fatti di cronaca giudiziaria, cresce anche in suolo italico.

E’ ora di finirla.

Approfondimenti:

https://www.cicap.org/n/articolo.php?id=272897

Angela Garella
Angela Garella
Veronese DOC, ci tiene a precisare. Esperta di fitness e rimedi naturali. Se volete sapere a cosa serve un integratore... chiedete a lei!