Salute e Dintorni

Alcool e Testosterone: gli alcolici alzano o abbassano il testosterone?

La stragrande maggioranza degli studi scientifici è unanime: il consumo e l’abuso cronico di bevande alcoliche inibisce la secrezione di testosterone. Ne possiamo trarre una legge universale? No, perché vi è almeno uno studio che rimette tutto in discussione e mette sul piatto la “soggettività” come fattore chiave della relazione tra alcool e testosterone.

Un approfondimento necessario

Dopo il debunk di Angela Garella sulla birra come causa di ginecomastia (seno maschile) si è rivelato importante chiarire che non solo la birra -ma NON per colpa del luppolo!- ma ogni bevanda alcolica può avere impatto sulla sessualità e sulla mascolinità dell’uomo.

Alcool e testosterone: un’antica relazione complicata

Tra i documenti più vecchi che certificano l’alcool come causa di abbassamento del testosterone abbiamo trovato un editoriale del 1979 sulla rivista Gastroenterology (Febbraio, PDF): “Feminization of the Alcoholic: The Estrogen/ Testosterone Ratio (E/T) “:

Chronic alcoholic men often experience both hypogonadism and hyperestrogenization. On the one hand, they show evidence of impotence, infertility, and testicular atrophy, all signs of hypogonadism. In addition, however, changes in body hair, gynecomastia, and vascular abnormalities occur, all of which are signs of hyperestrogenization.

Gli uomini alcolisti spesso presentano sia ipogonadismo che iperestrogenizzazione. Da una parte mostrano sintomi di impotenza, infertilità, atrofia dei testicoli, tutti segni di ipogonadismo. Inoltre, comunque, cambiamenti nella peluria, ginecomastia e anomalie vascolari sono tutti sintomi dell’iperestrogenizzazione


L’editoriale sopra menzionato, va precisato, non giunge ad una spiegazione univoca e certa del motivo per cui l’abuso cronico di alcolici sballi i livelli ormonali degli uomini. Secondo i casi osservati alcune conseguenze dell’alcolismo (es: l’impotenza) perduravano anche dopo che era stata imposta totale astinenza dall’alcool ai pazienti.

Uno documento che raccoglie 25 anni di studi fino ai primi anni del nuovo millennio è: “Alcohol and the Male Reproductive System” (NIH, sezione Abuso di Alcool e Alcolismo).

Nel paper si ricostruisce il percorso di biosintesi che parte dal colesterolo e arriva al testosterone:

Fonte: https://pubs.niaaa.nih.gov/publications/arh25-4/282-287.htm

Per gli autori, è plausibile che l’alcool etilico intervenga in uno dei passaggi che portano alla produzione di testosterone.

In una versione aggiornata del paper sopra menzionato (qui la versione PDF) viene fatta una serie di ipotesi:

  • L’alcool danneggia le cellule di Leydig nei testicoli che producono e secernono testosterone.
  • Un coenzima, nicotinamide adenina dinucleotide (NAD +), viene utilizzato sia per il metabolismo dell’alcool che per la sintesi del testosterone. Quando si consuma alcol, NAD + dà la precedenza al metabolismo dell’alcool piuttosto che alla biosintesi del testosterone.
  • Bere alcool provoca il rilascio di alcune endorfine, che producono sensazioni piacevoli e rilassanti ma che possono anche interferire con la sintesi del testosterone.
  • L’alcool può aumentare un ormone dello stress, chiamato cortisolo, il cui eccesso può ridurre la sintesi di testosterone.
  • L’alcool può aumentare la conversione del testosterone in estrogeni nel corpo.

Va chiarito esattamente in che modo l’alcool interferisca, ma è un fatto che l’eccessivo consumo e/o l’abuso cronico inibiscano la produzione di testosterone.

Eppure uno studio ha dimostrato che alcuni soggetti, in caso di assunzione di alcool, vedono quadruplicati i livelli di testosterone

Alla faccia del Tribulus Terrestris!

Lo studio: “Alcohol’s effects on testosterone” (Alcoholism: Clinical & Experimental Research, 2003) documenta la scoperta secondo cui un certo livello di consumo di alcool può aumentare il testosterone nel cervello di alcuni individui. Questo potrebbe spiegare perché l’alcool induca alcune persone a diventare aggressive mentre sono sotto l’effetto dell’etanolo.

Secondo gli autori, potrebbe anche spiegare alcuni altri effetti comportamentali associati all’aumento dei livelli di testosterone, come l’aumento della libido.

Lo studio presentato in questo paragrafo è stato condotto su topi.

I ricercatori hanno iniettato alcool o 1,1-dideuteroetanolo (2 g di alcol / kg di peso corporeo) nelle cavità addominali di due gruppi di ratti, 30 maschi normali e 24 adrenalectomizzati e castrati. Gli autori dello studio hanno utilizzato la spettrometria di massa, una misura molto precisa della massa e della struttura dei composti derivati ​​da estratti di tessuti e fluidi corporei, per determinare sia la quantità di steroidi neuroattivi presenti, sia il grado di incorporazione del deuterio in specifici steroidi neuroattivi isolati da campioni di cervello.

Hanno scoperto che le concentrazioni di testosterone sono aumentate di quattro volte nella corteccia frontale e di tre volte nel plasma dei ratti normali 30 minuti dopo la somministrazione di alcool. I ratti castrati presentavano concentrazioni di testosterone che erano solo il 5% di quelle riscontrate nei ratti non operati dopo somministrazione di alcool. Tracciare gli effetti dell’1,1-dideuteroetanolo ha dimostrato che l’ossidazione dell’alcool è direttamente collegata alla biosintesi del testosterone.

E in caso di uso moderato di alcool?

Il problema che si affronta nell’esaminare i danni o i benefici di un consumo “moderato” di alcool, sta nell’impossibilità di determinare l’esatto significato di “moderato”.

A parità di quantità di alcool ingerita, ciò che è moderato per un individuo potrebbe essere un binge-drinking per un altro. I fattori che determinano il metabolismo dell’alcool sono molteplici: età, sesso, BMI, abitudine, predisposizione genetica, tolleranza personale ecc.

Non stupisce quindi che gli studi sulla quantità “moderata” di alcool non abbondino.

Lo studio: “Effect of Moderate Alcohol Consumption on Plasma Dehydroepiandrosterone Sulfate, Testosterone, and Estradiol Levels in Middle‐Aged Men and Postmenopausal Women: A Diet‐Controlled Intervention Study” (Alcoholism Clinical and Experimental Research, 2004) ci ha in qualche modo provato.

Per l’esperimento, 40 grammi di alcool / giorno, sono stati somministrati a 10 uomini di mezza età per tre settimane, seguite da tre settimane di astensione alcolica. Durante le sei settimane i volontari dovevano anche seguire una dieta precisa (invariata durante tutto il periodo).

Al termine del periodo alcolico, ovvero dopo le prime tre settimane, i livelli plasmatici di testosterone erano diminuiti del 6.8% (95% CI, -1.0- -12.5). Per la cronaca, anche nove donne hanno preso parte allo stesso esperimento (30 g di alcool / giorno), e l’assunzione di alcool non ha avuto effetti sul testosterone.


In conclusione

Decenni di studi sulla complicata relazione tra alcool e testosterone hanno osservato che l’alcolismo e l’abuso cronico di alcool causano scarsa produzione di testosterone e alcune delle conseguenze, come la disfunzione erettile tendono a permanere anche se si smette di bere.

Per contro, abbiamo uno studio in cui, previa somministrazione di grandi quantità di alcool a topi, questi vedevano il testosterone quadruplicato. Gli autori dello studio riferiscono che i risultati possono essere applicati anche agli umani, e possono spiegare gli atteggiamenti aggressivi che si manifestano in alcuni soggetti (la classica: sbronza violenta o cattiva , per intenderci).

Inoltre, non vi è una letteratura scientifica sufficiente per chiarire cosa possa definirsi “quantità moderata di alcool” e se questa abbia positivi o negativi effetti sulla salute.

In generale possiamo dire: l’alcool non è sicuramente una sostanza senza la quale l’essere umano non può sopravvivere, anzi.

Se limitando la questione al solo testosterone e alla mascolinità la tendenza è quella che faccia assai poco bene, se prendiamo in esame tutti gli effetti dell’alcool, sia sul cervello, sia sul sonno, sul fegato, sul microbiota intestinale, l’indicazione che può darsi al lettore è: moderare sempre l’assunzione di alcool.

NUMERO VERDE ALCOLISMO

Se si sospetta che l’alcool, per qualsiasi motivo, stia rivestendo nella propria vita un ruolo e una presenza sempre più importante, è fortemente indicato contattare immediatamente il numero verde 800 632 000 (Istituto Superiore della Sanità – Telefono verde Alcool) oppure 800 178 796 (Numero Verde Alcolismo)

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Lucia Del Neri
Lucia Del Neri
La decana del sito. Oltre che a pubblicare direttamente, si occupa della prima revisione dei contributi inviati dai redattori esterni.
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