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Probiotici: guida definitiva

I probiotici sono microrganismi naturalmente presenti nel tratto digestivo che aiutano la digestione e riducono l’infiammazione. Anche se esistono molti alimenti probiotici disponibili sul mercato (e verranno, ovviamente, menzionati), in questo articolo ci concentreremo sui probiotici assumibili attraverso integrazione specifica.

Probiotici più comuni

  • Bifidobacterium
  • Lactobacillus
  • Saccharomyces boulardii

I produttori spesso parlano di “fermenti lattici vivi“, in prodotti come yogurt o formaggi. Questo significa che i batteri (buoni) presenti nell’alimento sono ancora attivi.

Alimenti che contengono (o no), naturalmente, probiotici (alias: fermenti lattici vivi)

  • kefir
  • yogurt
  • formaggi fermentati
  • formaggi stagionati

I probiotici sono contenuti anche in alimenti che non derivano da latticini.

Ad esempio:

  • sottaceti
  • miso
  • olive
  • tempeh
  • crauti

Alimenti che, pur derivanti da fermentazione, non contengono probiotici:

  • vino
  • birra
  • salsa di soia
  • cioccolato

Da notare che vino, birra e, in generale, gli alcoolici, non solo non contengono probiotici ma possono anche influenzare negativamente il bilanciamento del microbiota intestinale.


Quanti batteri vivono nell’intestino?

Una stima esatta non è possibile. Ancora, nel Febbraio 2019, sono stati identificati altri 2000 batteri prima sconosciuti (fonte: “Almost 2000 unknown bacteria discovered in the human gut“). Ad oggi, si considera un rapporto 3:1 tra batteri del microbiota e cellule del corpo umano. E il numero di batteri del microbiota intestinale è tale che, si calcola, tutti insieme raggiungono i 2 Kg.


Integratori di probiotici

Per “integratore di probiotici” o “integratore di fermenti lattici” intendiamo un prodotto specifico, acquistabile presso la GDO, parafarmacia o farmacia, che introduce all’interno dell’organismo batteri attivi in un numero tale da arricchire, bilanciare, ripristinare la flora batterica intestinale.

Per quanto il consumatore li acquisti e li assuma al fine di: “stare meglio“, la loro disciplina legislativa è assimilata agli alimenti.

Sono utili i probiotici? (Funzionano?)

È giusto chiarire un punto: l’organismo sano non ha bisogno di introdurre dall’esterno probiotici (alias: batteri “buoni”).

La salute dell’intestino non è una questione meramente numerica, ma di bilanciamento.

I probiotici vengono studiati come forma di prevenzione per alcune condizioni. Non è disponibile a riguardo una grande letteratura scientifica, quindi quanto segue va preso a puro beneficio di inventario:

  • Prevenzione e cura delle infezioni da lieviti;
  • Prevenzione e cura delle infezioni del tratto urinario;
  • Intolleranza al lattosio;
  • Condizioni della pelle come l’eczema;
  • Trattare alcune infezioni dello stomaco e delle vie respiratorie, specialmente nei bambini;
  • Trattare allergie e asma;
  • Diminuendo l’infiammazione, ad esempio dall’artrite reumatoide.

Fonte: “Risks and Benefits of Probiotics” (via WebMD).

L’assunzione di probiotici si è rivelata utile in caso di Diarrea, specie se causata da antibiotici, sindrome del colon irritabile, infiammazione intestinale.

I probiotici assunti sotto forma di integratore potrebbero ridurre (o superare) il numero di batteri “cattivi” nell’intestino, che possono causare malattie o infiammazioni. Possono anche sostituire quei germi problematici con batteri buoni o utili.

Quali integratori di probiotici scegliere?

La prima, e unica, fonte di conoscenza per quanto riguarda il probiotico da scegliere è il farmacista.

Per essere un vero probiotico, un prodotto deve contenere colture batteriche vive e attive, e questo deve essere chiaramente indicato sulla confezione, che è anche il primo indicatore dell’affidabilità del distributore: i batteri presenti nel probiotico devono essere dichiarati con la loro denominazione completa, ovvero genere, specie, ceppo. Ad esempio: Bifidobacterium longum W11.

Una raccomandazione generale è quella di scegliere prodotti probiotici con almeno 1 miliardo di unità formanti colonie e contenenti il ​​genere Lactobacillus, Bifidobacterium o Saccharomyces boulardii, alcuni dei probiotici più studiati.

Ad esempio, lo yogurt viene prodotto con due colture batteriche “di partenza” – Streptococcus thermophilus e Lactobacillus bulgaricus – ma questi batteri vengono spesso distrutti dall’acido dello stomaco e non forniscono alcun effetto benefico. Alcune aziende, tuttavia, aggiungono batteri in più nel prodotto, quindi è consigliato controllare l’etichetta e scegliere i prodotti con batteri aggiunti alle colture di partenza.


Avvertenze

Se si ha il sistema immunitario compromesso, è bene evitare di assumere probiotici.

I probiotici possono causare gonfiore intestinale e flatulenza. Nonché modificare struttura e consistenza delle feci.

La seguente non è uno scherzo: chiedi parere al tuo medico di base in caso tu voglia iniziare un periodo di integrazione di probiotici.

John Dimi
John Dimi
Editore e divulgatore scientifico. Oltre che contributor diretto per il sito, si occupa di fact checking e revisione delle bozze. ------ Note biografiche disponibili nella pagina Redazione | Tutti gli articoli, ove non espressamente specificato, sono sottoposti a Revisione Scientifica e Fact Checking.