News

[Studio] Aumentare l’attività fisica NON aumenta l’attività del grasso bruno

Uno studio condotto da ricercatori dell’Università di Granada (UGR) ha rilevato che, contrariamente a quanto si crede, più alti livelli di attività fisica non sono associati ad un aumento di volume o una maggiore attività del tessuto adiposo bruno (Grasso Bruno). Il grasso bruno è un organo termogenico che brucia glucosio e grassi, liberando l’energia sotto forma di calore.

Quando il grasso bruno è attivato, consuma glucosio e lipidi, impedendo in parte di conservarli in altri tessuti come tessuto adiposo bianco (o grasso comune), che si trova, ad esempio, intorno all’addome.

Nell’ultimo decennio, diversi studi hanno confermato inequivocabilmente la presenza di grasso bruno negli adulti. Il grasso bruno è un organo termogenico volto a dissipare energia sotto forma di calore. Pertanto, è stato ipotizzato che la generazione di un volume maggiore di grasso bruno e l’aumento della sua attività potrebbe essere una potenziale strategia per combattere l’obesità e le patologie ad essa associate, come il diabete di tipo 2.

I ricercatori concentrano i loro sforzi nell’individuare strategie per contribuire a migliorare la funzione del grasso bruno in modo sicuro e a lungo termine. Sulla base di questa premessa, studi precedenti hanno suggerito che l’innalzamento dei livelli di attività fisica potrebbe essere una strategia efficace per aumentare il volume e l’attività del grasso bruno. Tuttavia, i dati degli studi esistenti, condotti sugli esseri umani, sono scarsi e contraddittori.

In un recentissimo studio dell’UGR, pubblicato sul Journal of Clinical Endocrinology and Metabolism, per la prima volta gli scienziati hanno studiato il legame tra livelli (misurati oggettivamente) di attività fisica e la quantità e l’attività del grasso bruno. Hanno misurato la quantità e l’attività di grasso bruno mediante tomografia a emissione di protoni combinata con tomografia computerizzata (utilizzando un radiofarmaco noto come 18F-fluorodeossiglucosio). Questo studio è stato condotto su un campione di giovani adulti sedentari che comprendeva 87 donne e 43 uomini, con un’età media di 22 anni.

Questo studio è parte del progetto ACTIBATE (Activating Brown Adipose Tissue Through Exercise), che è stato implementato dall’Università di Granada nel periodo 2014-2017.

Gli autori hanno osservato che non vi era alcun legame tra i livelli di attività fisica e il volume e l’attività del grasso bruno, anche dopo aver tarato le analisi per tener conto di variabili che potevano influenzare i risultati.

Parallelamente, neanche il tempo di riposo dopo l’attività fisica o la sedentarietà hanno avuto un ruolo nell’aumento di volume o attività del grasso bruno. Gli autori hanno concluso che, sebbene aumentare l’attività fisica sia uno dei principali cambiamenti nello stile di vita raccomandati nella prevenzione di malattie croniche come l’obesità e il diabete di tipo 2, il beneficio metabolico dell’attività fisica va ricercato altrove, rispetto all’attività del grasso bruno. Questi risultati contraddicono i risultati di studi precedenti e mettono in discussione il ruolo dell’esercizio nell’aumentare l’attività del grasso bruno.

Gli studi che analizzano l’effetto dell’attività fisica regolare da un punto di vista molecolare sono necessari per comprendere i meccanismi che mediano gli effetti terapeutici dell’esercizio fisico negli esseri umani“, spiega l’autore principale del lavoro, Francisco Miguel Acosta Manzano, studente di dottorato in Biomedicina alla International School for Postgraduate Studies della UGR e membro del gruppo di ricerca PROFITH-CTS977.

Fonte: http://profith.ugr.es/actibate

Stefania Palazzo
Stefania Palazzo
La 'Stefy' è stata la prima autrice del sito nonché la prima a credere nel progetto Virtua Salute. Appassionata di medicine naturali.