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Sinbiotici: che cosa sono “realmente”? Uno studio prova a fare chiarezza

In Natura, il termine “siMbiotico” identifica un rapporto di reciproco vantaggio tra due organismi, anche di specie diverse. Nell’ambito dell’integrazione il simbiotico (meglio sarebbe parlare di: siNbiotico) è un supplemento che include sia probiotici che prebiotici. Una definizione a dir poco “fluida” che un panel di esperti ha cercato in qualche modo di restringere e codificare.

Innanzitutto: che differenza c’è tra “Probiotici” e “Prebiotici”.

Un modo (non l’unico) per ripristinare l’equilibrio di microrganismi nell’intestino (microbiota intestinale) è assumere integratori contenenti probiotici e prebiotici. I probiotici sono batteri vivi, ad esempio della famiglia del Lactobacillus, mentre i prebiotici sono substrati indigeribili, come le fibre, di cui si nutrono i batteri “buoni”.

In poche parole e, lo ammetto, semplificando brutalmente la questione: i probiotici sono la materia viva, i prebiotici il cibo di cui si nutre.

Unire probiotici e prebiotici non è un’idea nuova

Lo studio: “Dietary Modulation of the Human Colonic Microbiota: Introducing the Concept of Prebiotics” (1995, The Journal of Nutrition) di ben 25 anni fa suggeriva l’ipotesi di coniugare in un solo prodotto sia pro che prebiotici.

By combining the rationale of pro- and prebiotics, the concept of synbiotics is proposed to characterize some colonic foods with interesting nutritional properties that make these compounds candidates for classification as health-enhancing functional food ingredients.

Dallo studio sopra citato.


E’ proprio in questo studio che si “battezza” simbiotico l’integratore che unisce probiotici e prebiotici in un’unica dose.

Il problema: questo studio trainò, come spesso accade, un fiorente mercato di sinbiotici che ne presero i passi più salienti e li tradussero in prodotti commerciali senza averne, probabilmente, colto il senso.

Ed è così tutt’ora, se si prova a cercare su Google, o su Amazon, o su un sito specializzato in integrazione alimentare/sportiva, si trovano decine di prodotti sinbiotici/simbiotici la cui efficacia non è in alcun modo dimostrabile.

Il Panel di esperti convocati da Kelly Swanson (University of Illinois) si è confrontato sui “Sinbiotici”.

I risultati del lavoro del gruppo di esperti, a partire dalla fine del 2019, sono presentati nell’articolo: “The International Scientific Association for Probiotics and Prebiotics (ISAPP) consensus statement on the definition and scope of synbiotics” (21 Agosto 2020, Nature)

L’esatta definizione di “SINBIOTICO”:

a mixture comprising live microorganisms and substrate(s) selectively utilized by host microorganisms that confers a health benefit on the host.

Dall’articolo sopra linkato


Perché nella definizione si è evitato l’uso sia del termine Probiotico che prebiotico?

La motivazione è semplice: per non frenare la ricerca. Si sa cosa sono i Probiotici e si sa cosa sono i Prebiotici. Mixarli in un’unica soluzione è semplice, ma non è assolutamente garantito che questa abbia effettivi benefici per la salute.

“Generalizzando” la definizione, parlando di microorganismi (batteri) e substrati, i microrganismi in un prodotto sinbiotico potrebbero non consumare necessariamente il substrato in quel prodotto. Il substrato potrebbe invece favorire la crescita di altri tipi di batteri buoni che già vivono nell’intestino dell’ospite.

In altre parole, il probiotico e il prebiotico in un prodotto potrebbero fornire benefici per la salute separati e non correlati.

La chiave sono i trial clinici su animali e umani“, afferma la Prof.sa Swanson. “Anche se i pre e i probiotici funzionano separatamente, potrebbe esserci un certo antagonismo quando messi insieme. Quindi, in realtà, devono essere testati insieme nell’animale o nell’uomo. Non vogliamo che le aziende mettano insieme le cose in modo casuale “.

Gli esperti chiamano questi tipi di prodotti “sinbiotici complementari“. O, ancor meglio: “Sinbiotici sinergetici“.

La nuova frontiera degli integratori probiotici + prebiotici deve quindi puntare a massimizzare gli effetti dei primi e dei secondi

Il pannello espone le prove scientifiche che un prodotto dovrebbe avere dietro. In particolare, gli scienziati affermano che dovrebbe esserci almeno uno studio progettato in modo appropriato che dimostri un beneficio per la salute.

Il team di esperti raccomanda che, idealmente, i due componenti di un sinergico sinergico avrebbero un “effetto potenziato”. In altre parole, in combinazione, il loro effetto dovrebbe essere maggiore della somma dei loro effetti individuali.

Il panel suggerisce inoltre a futuri ricercatori (e produttori) di tenere conto del fatto che un particolare prodotto simbiotico potrebbe avere efficacia diversa a seconda del singolo individuo: stato di salute, età e sesso.

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John Dimi
John Dimi
Editore e divulgatore scientifico. Oltre che contributor diretto per il sito, si occupa di fact checking e revisione delle bozze. ------ Note biografiche disponibili nella pagina Redazione | Tutti gli articoli, ove non espressamente specificato, sono sottoposti a Revisione Scientifica e Fact Checking.
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