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Mike Pompeo e le imminenti “prove” dell’origine dolosa del Sars-CoV-2

In data odierna IlGiornale titola: “Pompeo pronto a svelare le prove dell’origine del Covid nel laboratorio di Wuhan“. Siamo quindi alla vigilia della rivelazione, da parte di Mike Pompeo (quello a sinistra, nella foto, prima che ce lo chiediate) sulla reale origine del Sars-Cov-2, responsabile della pandemia tutt’ora in corso?

Un attimo, perché alcune cosucce non tornano…

La comunità scientifica è unita e compatta nell’attribuire al Sars-CoV-2 un’origine zoonotica.

Ovvero: di origine animale. E’ di Marzo 2020 lo studio, pubblicato su Nature: “The proximal origin of SARS-CoV-2” in cui si conclude, chiaramente e senza dubbio alcuno, che il virus non può essere stato creato ad arte in laboratorio.

Quella che ormai è una certezza è che il virus sia stato incubato, mutato e trasmesso all’uomo attraverso un pipistrello o un pangolino, la cui presenza -a scopo macellazione- è abbondante nei mercati della zona di Wuhan, epicentro dell’epidemia. Il motivo per cui in particolare i pipistrelli siano spesso portatori (sani) di virus potenzialmente letali per l’uomo lo abbiamo scoperto in questo articolo.

Sin da subito le teorie inerenti un’origine “umana” del virus hanno avuto grossa eco mediatica

Gli “indizi”, del resto, erano chiari: una nazione come la Cina che, a suon di cash e manodopera a basso costo, sta conquistando il mondo poteva beneficiare di una pandemia tale da mettere in ginocchio l’economia occidentale, cogliendo l’occasione per espandere ulteriormente il suo dominio.

Del resto, sono ormai stati acclarati i ritardi dell’amministrazione cinese nel comunicare l’effettiva pericolosità del virus. Malafede o il classico vizietto delle dittature di tenersi tutto per sé? Ormai poco importa.

Una virologa cinese, la Dottoressa Li-Meng Yan, scappata negli U.S.A. dopo l’inizio della pandemia, afferma da mesi di essere in possesso di prove, prossime alla pubblicazione, dell’origine umana del virus e che attribuire l’origine del SARS-CoV-2 al mercato di Wuhan è stata solo una copertura.

Ad oggi, tuttavia, nessuna prova delle tante promesse dalla virologa cinese ha visto la luce.

Donald Trump, Presidente uscente degli Stati Uniti, dall’inizio del 2020 puntò il dito contro la Cina, ritenendola responsabile della pandemia per aver creato in laboratorio il nuovo coronavirus. E questo nonostante gli stessi servizi segreti statunitensi concordassero con gli scienziati sull’origine naturale del virus.

E infatti Trump non ha mai fornito alcuna pezza d’appoggio per le sue accuse.

Ultimo, in ordine temporale, a promettere “prove” dell’origine dolosa del Sars-CoV-2 è Mike Pompeo.

Mike Pompeo è stato Segretario di Stato degli Stati Uniti dal 26 aprile 2018, sotto la presidenza Trump. Secondo IlGiornale, Pompeo avrebbe annunciato alla stampa britannica che a breve presenterà “prove documentali” che il virus è stato deliberatamente creato presso l’Istituto di Virologia di Wuhan.

Qualche problema che ci fa, un attimo, dubitare?

La fonte citata da IlGiornale: il DAILY MAIL. Il Daily Mail, signori! Per chi avesse vissuto sulla Luna negli ultimi … boh, 20 anni?, il Daily Mail è un tabloid inglese noto per far da cassa da risonanza a qualsiasi corbelleria, bufala e leggenda urbana. Come livello di attendibilità giornalistica siamo dalle parti di uno scarabocchio fatto sui muri del cesso in un Autogrill.

Lo diciamo chiaramente: un articolo, ovunque sia pubblicato, che citi come fonte il Daily Mail non ne certifica l’attendibilità ma lo squalifica completamente.

Dico. Dici di aver per le mani la prova di un fatto che potrebbe, concretamente, scatenare una terza guerra mondiale, e ne parli col Daily Mail?

Altro dubbio: perché uscirsene adesso che i repubblicani hanno perso le elezioni? La prova di un attacco biologico cinese ai danni del mondo avrebbe suscitato un tale orgoglio patriottico americano da far stravincere le elezioni a chiunque avesse promesso vendetta.

Dubitiamo che Mike Pompeo sia in possesso di pezze d’appoggio diverse da quelle -presumibilmente- già nelle mani di Trump. Se queste prove fossero esistite realmente è logico pensare che l’ex presidente le avrebbe usate prima e durante la campagna elettorale.

E in ultimo, come spesso ribadiamo: affermazioni straordinarie richiedono prove straordinarie. Al buon Mike Pompeo sono richieste prove inconfutabili e coerenti, che devono essere vagliate da esperti indipendenti. Non basterà, di certo, “Mister X mi ha detto Y”.

In conclusione

Non sappiamo cosa abbia per le mani Mike Pompeo [Scommetto 5 euro su: Nulla! – N.d.A.], ma volendo rimanere pragmatici, gli diamo il beneficio del dubbio. Di certo parlare attraverso il Daily Mail non fa ben sperare.

Se dovessimo sbagliare, ben lieti di rettificare, ma al momento ci sentiamo di bollare questa boutade come lo straziante Canto del Cigno di un’amministrazione, quella Trumpiana, già condannata dalle urne e destinata a subire l’ulteriore onta del (secondo) impeachment per il Presidente uscente.

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John Dimi
John Dimi
Editore e divulgatore scientifico. Oltre che contributor diretto per il sito, si occupa di fact checking e revisione delle bozze. ------ Note biografiche disponibili nella pagina Redazione | Tutti gli articoli, ove non espressamente specificato, sono sottoposti a Revisione Scientifica e Fact Checking.
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