Cure e Trattamenti

Respirazione Buteyko: non siamo impressionati!

Il Metodo Buteyko è un protocollo di controllo del respiro che, tra le altre cose, incoraggia le persone a bloccare fisicamente la bocca durante il sonno. Noto sin dagli anni ’50 come forma di medicina alternativa per la cura dell’Asma, nell’ultimo decennio ha trovato sempre più sostenitori, convinti che questa tecnica curi decine di patologie quali il diabete, la disfunzione erettile nonché svariati disturbi mentali. Come sempre: prove scientifiche zero. O meglio: poche ed inconsistenti.

Il Metodo è stato formulato dal Dottor Konstantin Pavlovich Buteyko (1923-2003) negli anni ’50, basandosi su un’osservazione: quando una persona sta male, tende a respirare più velocemente o a iperventilare. L’assunto su cui si basano le teorie del dottore ucraino è che valga anche il contrario, ovvero che normalizzando, anche a forza, il respiro si curino anche le malattie che causano problemi respiratori.

Oltre alla tecnica di tapparsi letteralmente la bocca mentre si dorme, che è quella più notoria, per la formulazione della sua terapia Buteyko attinse anche a tecniche di respirazione Yoga e di meditazione.

La diffusione del metodo in Occidente la si deve ad un uomo d’affari australiano, Kyle Alberts, che negli anni ’90 dovette essere ricoverato in un ospedale di Mosca per un attacco di angina. Curato con il Metodo Buteyko, ne rimase impressionato al punto da finanziare il viaggio a Sydney di due praticanti del Buteyko al fine di diffondere la terapia anche nel suo Paese.

In cosa consiste il Buteyko

Il protocollo Buteyko si compone di tre fasi essenziali:

  1. Respirazione nasale, anche a costo di tappare la bocca durante il sonno;
  2. Riduzione della velocità e del volume di aria che si respira, attraverso una vera e propri rieducazione del paziente alla respirazione;
  3. Rilassamento.

Il Buteyko funziona?

Il fatto che Gwyneth Paltrow l’abbia abbracciato acriticamente non fa ben sperare. Ricordiamo a chi ci segue solo da oggi che l’attrice americana è la mente di GOOP, un sito che promuove e vende a caro prezzo metodi medici e cosmetici pericolosi e pseudoscientifici come il clistere al caffè.

Sfortunatamente esistono alcuni trial clinici che hanno messo alla prova il Buteyko ma sono sempre stati su piccola scala, hanno avuto come focus solo l’asma e i risultati sono stati modesti.

E’ il caso, ad esempio, del trial clinico in doppio-cieco randomizzato controllato (57 volontari, per due settimane): “Double blind randomised controlled trial of two different breathing techniques in the management of asthma“, che ha messo a confronto un metodo di controllo del respiro con il Buteyko su pazienti affetti da asma moderato, concludendo che sì, queste tecniche possono ridurre sensibilmente il numero di volte che il paziente ricorre all’inalatore, ma non hanno effetti terapeutici. Soprattutto, non esiste un metodo significativamente migliore di un altro.

Del resto è difficile fare un test in doppio-cieco definitivo del Buteyko quando un elemento essenziale della tecnica è tappare la bocca dei volontari. [Leggi anche: “Strengths , Weaknesses , and Possibilities of the Buteyko Breathing Method“]

Tutto da buttare? Non necessariamente.

La review (che comunque non verte sul Buteyko in particolare): “Complementary and alternative medicine for bronchial asthma: is there new evidence?” non ha identificato un’efficacia superiore al placebo, ma intravede del potenziale, seppur suscettibile di ulteriori studi, nell’abbinare tecniche di controllo del respiro alla psicoterapia come cura complementare di alcune malattie come l’asma.

Abbinare quindi il Buteyko, o altra tecnica di controllo del respiro, alle cure tradizionali per trattare l’asma potrebbe essere efficace su alcuni pazienti. Ma al momento non vi sono evidenze scientifiche che possa funzionare per tutti. Ah, ribadisco: “abbinare” e non “sostituire”, ok?

Tuttavia…

… che il Metodo Buteyko possa curare, tra gli altri, il diabete, la disfunzione erettile o la colite (per un totale di tipo 100 patologie delle più disparate), invece è e rimarrà pura UTOPIA, fino a scientifica dimostrazione del contrario.

E, come per tutte le discipline della medicina “alternativa”, la maggiore o minore efficacia su una o più di queste patologie attiene in toto alla maggiore o minore predisposizione del paziente all’effetto placebo. Il quale, per fortuna o purtroppo, non è in alcun modo replicabile o standardizzabile.

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Lucia Del Neri
Lucia Del Neri
La decana del sito. Oltre che a pubblicare direttamente, si occupa della prima revisione dei contributi inviati dai redattori esterni. ------ Note biografiche disponibili nella pagina Redazione | Tutti gli articoli, ove non espressamente specificato, sono sottoposti a Revisione Scientifica e Fact Checking.
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