Alimentazione

Alimenti a “Bilancio calorico negativo”? In realtà non esistono

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L’esistenza di alimenti che producono un bilancio calorico negativo, ovvero: “le calorie consumate per la loro digestione sono superiori alle calorie introdotte con gli alimenti stessi” è un, ormai, vecchio mito perpetrato ancora oggi da promotori di diete e cibi salutari e, fortunatamente, da sempre meno nutrizionisti.

Quando si cerca di perdere (o incrementare) peso la maggior parte delle persone inizia con il conteggio delle calorie. E’ un po’ un rito di passaggio, quello della conta delle calorie, diciamo il livello base della cultura del dimagrimento. Del resto la primissima nozione, in termini di alimentazione finalizzata al controllo del peso, è: se crei un deficit calorico dimagrisci, se crei un surplus calorico ingrassi. Che poi, è anche vero. Ma non è solo quello: il dimagrimento attiene anche, e soprattutto, a fattori ormonali, al metabolismo e allo stato di salute del soggetto (aggiungiamoci: l’attività del grasso bruno). In ogni caso, assumere meno calorie di quante se ne consumino è comunque un ottimo primo passo. E fin qui ci siamo.

In ottica “conteggio calorie”, negli anni si è affermata quella che è un po’ una mezza bufala, ovvero l’esistenza di cibi che, per la loro struttura molecolare, richiedono uno sforzo calorico per la loro digestione superiore alla quantità di calorie che forniscono con la loro assunzione.

Dico “mezza” bufala perché, calcolatrice alla mano, l’assunto è vero. Nell’articolo vedremo perché, in realtà, il bilancio calorico negativo è praticamente impossibile.

Il cibo fornisce al corpo una varietà di sostanze nutritive, tra cui tre categorie principali (i macronutrienti) che assorbono energia sotto forma di calorie: carboidrati, grassi e proteine. Qualsiasi cibo, in proporzioni variabili, fornisce TUTTI i macronutrienti. E acqua. Il corpo ha un dispendio calorico per digerire ed elaborare qualsiasi cosa si assuma, e l’energia necessaria alla digestione varia in base al cibo.

Il termine cibo a contenuto calorico negativo in genere si riferisce a un alimento che, presumibilmente, richiede più calorie per essere mangiato, digerito e processato, di quante ne contenga naturalmente. Se questi alimenti esistessero, si potrebbe teoricamente perdere peso mangiandoli, in quanto si utilizzerebbero più calorie mangiandoli e digerendoli di quante se ne guadagnerebbero dal loro contenuto calorico.

Gli alimenti promossi come “a bilancio calorico negativo” sono in genere frutta e verdura ad alto contenuto di acqua, tra cui il Sedano (l’Imperatore degli alimenti a calorie negative), con le sue 14 calorie per 100 grammi (95% dei quali sono acqua), ma anche carote, lattuga, broccoli, pompelmo, pomodori, cetrioli, anguria, mele e, generalmente, anche limoni, cavoli, zucchine.

Curiosità: Le calorie bruciate con la masticazione
Alcune persone si chiedono se l’energia spesa durante la masticazione possa contribuire a rendere il cibo calorico negativo. Un numero limitato di ricerche ha dimostrato che la gomma da masticare aumenta l’energia che il corpo utilizza di circa 11 calorie all’ora (Fonte: “The Energy Expended in Chewing Gum“.
Pertanto, la quantità di energia usata durante i minuti di masticazione di sedano o altri alimenti è probabilmente molto piccola e relativamente poco importante.

La brutale verità: anche se è vero che il corpo necessita di energia (alias: bruciare calorie) per la digestione e l’elaborazione di un alimento, questa è SEMPRE minore delle calorie ingerite attraverso l’alimento.

Fonte: “Diet induced thermogenesis” (18 Agosto 2004)

Infatti, la quantità di energia che il corpo utilizza per elaborare gli alimenti è di solito calcolata in percentuale delle calorie assunte e viene stimata separatamente per carboidrati, grassi e proteine.

Ad esempio, l’energia utilizzata per elaborare gli alimenti è circa il 5-10% delle calorie contenute negli alimenti per i carboidrati, lo 0-5% per i grassi e il 20-30% per le proteine. La maggior parte dei presunti alimenti con calorie negative sono composti principalmente da acqua e carboidrati, con pochissimi grassi o proteine. È improbabile che l’energia utilizzata per digerire questi alimenti sia più alta rispetto ad altri alimenti a base di carboidrati.

Fonte: “Dietary Reference Intakes for Energy, Carbohydrate, Fiber, Fat, Fatty Acids, Cholesterol, Protein, and Amino Acids” (2005)

Angela Garella
Angela Garella
Veronese DOC, ci tiene a precisare. Esperta di fitness e rimedi naturali. Se volete sapere a cosa serve un integratore... chiedete a lei!