Scienza Maledetta

50 anni di: “Zucchero è bene, Grasso è male”

Raccogliere dati e fonti per completare la recensione di: “The Magic Pill“, il documentario pro-Keto del 2017 disponibile su Netflix è stato un po’ come aprire il Vaso di Pandora. La quantità di ricerche, negli ultimi cinquant’anni, finanziate e pilotate dalle industrie alimentari e pubblicate con la consapevole complicità degli scienziati è tale da meritare un approfondimento su Scienza Maledetta.

NOTA SULLE FONTI
La quantità di materiale reperito è imponente. Tuttavia, come traccia per l’articolo, verrà principalmente seguita la storyline del report: “How the Sugar Industry Shifted Blame to Fat” (New York Times, 2016) che si basa sulla ricerca documentale: “Sugar Industry and Coronary Heart Disease Research (A Historical Analysis of Internal Industry Documents)” (Novembre 2016).


Anni ’60: Sugar Research Foundation (SRF)

Lo scenario di partenza, gli Stati Uniti degli anni ’50, vede un vertiginoso aumento di malattie del sistema cardiovascolare.

La SRF (ancora esistente, oggi, col nome Sugar Foundation), è in apparenza un fondo destinato a ricerche scientifiche sullo zucchero. In realtà, funziona più come un cartello rappresentativo delle più grandi aziende dello zucchero.

La SRF commissiona a tre ricercatori della Harvard University uno studio sull’incidenza dello zucchero sull’aumento di patologie cardiovascolari negli Stati Uniti, che stanno raggiungendo le proporzioni di una vera e propria tragedia medica-sociale.

Lo studio, che si basa essenzialmente su dati forniti direttamente da SRF e intitolato:”Dietary fats, carbohydrates and atherosclerotic vascular disease.” (McGandy, Hegsted, Stare), viene pubblicato nel 1967 sul The New England Journal of Medicine

I risultati presentati sono volti a minimizzare al massimo le responsabilità dello zucchero nel decadimento della salute americana. Ma lo studio non sarebbe completo se non presentasse, al contempo, un “nemico” contro cui puntare il dito, e lo stigma viene rivolto ai grassi saturi assunti con l’alimentazione.

Una scelta facile e favorita dal fatto che già dai primi del ‘900 le ricerche scientifiche suggerivano una stretta connessione tra alti livelli di colesterolo nel sangue e patologie a carico del cuore. Molto interessante la cronologia ricostruita nel paper: “A Century of Cholesterol and Coronaries: From Plaques to Genes to Statins” (2015), che riassume, per anno, la storia di amore e odio della medicina per il colesterolo.

La SRF pagò l’equivalente odierno di 50.000 dollari ad ognuno dei ricercatori per condurre, ritoccare se necessario, e pubblicare la ricerca.

Sono passati oltre cinquantanni da quel paper, ma si pensi a quanto ancora oggi influenza le scelte alimentari di miliardi di persone nel mondo.

Solo dal 1984 i ricercatori saranno tenuti a dichiarare i propri finanziatori ed eventuali conflitti di interesse prima di presentare un paper al The New England Journal of Medicine. Nel 1967 questo obbligo non sussisteva e nessuno mise in dubbio i risultati presentati.

Ancel Keys e il Seven Countries Study

Quasi in contemporanea, anche se poi lo studio verrà pubblicato e aggiornato a partire dal 1978, Ancel Keys, ovvero l’inventore della Razione-K e della Dieta Mediterranea- fisiologo, riceve un finanziamento dal Servizio Sanitario Nazionale americano per condurre uno studio epidemiologico longitudinale finalizzato a trovare una correlazione tra alimentazione, stile di vita, cardiopatia coronarica e ictus in diverse popolazioni di diverse regioni del mondo.

Le macroregioni esaminate sono: Stati Uniti, Europa del Nord, Europa meridionale, Giappone. Le sette nazioni i cui big data verranno analizzati sono: Stati Uniti, Finlandia, Paesi Bassi, Italia, Jugoslavia (Croazia+Serbia), Grecia e Giappone.

Il problema principale è che Keys ha una tesi da dimostrare. Un pregiudizio, se vogliamo. Ovvero che sia l’alimentazione, in particolare se ricca di grassi saturi, la principale responsabile di infarto e malattie del sistema cardiovascolare.

E mentre gli scienziati, proprio nel medesimo periodo, iniziano a pubblicare ricerche che smentiscono un rapporto causa/effetto CERTO tra l’ingestione di grassi saturi e patologie cardiovascolari, Keys si macchia di un errore classico nello scienziato che vuole avere ragione: il reporting selettivo. Delle 21 nazioni di cui sono disponibili i dati necessari allo studio, selezionerà le 6 nazioni (la settima sono gli Stati Uniti) che più confortano la sua tesi.

Già nel 1957 ci fu chi si prese la briga di analizzare i dati di tutte le 21 nazioni disponibili e la connessione tra malattie del sistema cardiovascolare e grassi saturi ne usciva pesantemente ridimensionata.
Fonte: Fat in the diet and mortality from heart disease; a methodologic note.

Così come le ricerche finanziate dalla SRF, il Seven Coutries Study ha avuto un impatto enorme sull’industria, sulle abitudini alimentari e il dibattito, nonostante gli studi sul colesterolo, attualmente sofisticatissimi, tendano ad assolverlo almeno in parte, prosegue a tutt’oggi.

Pavel Fucsovic
Pavel Fucsovic
Nato in Croazia ma naturalizzato Italiano, Laureato in Scienze Motorie e raffinato scrittore di brevi racconti. Collabora anche con testate web locali del Nord-Est.