Salute e Dintorni

Ritmi circadiani e perdita di peso

Una ricerca, pubblicata su Cell, evidenzia l’importanza di assumere cibo in accordo con i ritmi circadiani del corpo. Dalla mancata sincronizzazione tra alimentazione e, ad esempio, il ciclo sonno-veglia, possono dipendere perdita e aumento di peso.

La ricerca dell’Università di Manchester: “Insulin/IGF-1 Drives PERIOD Synthesis to Entrain Circadian Rhythms with Feeding Time“, pubblicata su Cell nell’Aprile 2019 suggerisce che il momento in cui si mangia durante il giorno può influire sul successo o l’insuccesso di una dieta finalizzata al dimagrimento. In particolare, la ricerca ha scoperto che mangiare pasti in tarda serata o di notte può desincronizzare l’orologio interno del corpo.

L’insulina viene rilasciata dal pancreas in seguito all’assunzione di cibo per aiutare a stabilizzare i livelli di glucosio nel sangue. Se il cibo viene ingerito al di fuori delle finestre orarie normali, anche il successivo rilascio di insulina avviene al di fuori degli orari tipici e, di conseguenza, il ritmo circadiano può essere disturbato, influenzando sia la perdita di peso che l’aumento di peso.

Perché succede questo?

Il cortisolo, l’ormone dello stress, in genere raggiunge il picco alle 8 del mattino, permettendo alle persone di destarsi dal sonno e attivarsi per l’inizio della giornata [La concentrazione più bassa di cortisolo si verifica alle 3 del mattino – N.d.R.]. Questo aumento si verifica anche in linea con l’esposizione alla luce solare. A mezzogiorno, i livelli di cortisolo iniziano a scendere, al contrario di serotonina e adrenalina, che aumentano l’umore e l’energia.

L’aumento dei livelli di energia, in particolare, stimola la sensazione di fame e spinge la persona a mangiare. Per tutto il resto della giornata, i livelli di cortisolo continuano a diminuire e la serotonina viene sintetizzata in melatonina, promuovendo la sensazione di sonnolenza. Parallelamente a questo si verifica una diminuzione dei livelli di zucchero nel sangue, che scendono al loro punto più basso alle 3 del mattino.

Questo equilibrio può essere concretamente disturbato da uno spuntino a tarda notte o consumando pasti al di fuori dei periodi tipici, influenzando i livelli di stress e la digestione.

La ricerca -effettuata su topi e colture cellulari- ha scoperto che l’insulina e il fattore di crescita insulino-simile – 1 (IGF-1) sono sincronizzati con il ritmo circadiano del corpo. Al rilascio di IGF-1, vi è un aumento delle Proteine dell’orologio circadiano. Durante l’esperimento, i ricercatori hanno modificato i tempi del rilascio di insulina e hanno notato cambiamenti nei ritmi circadiani che portano a comportamenti alterati ed espressione genica nei topi.

Conseguenze di queste scoperte

I risultati suggeriscono che l’ormone insulina può agire come segnale di temporizzazione per altre cellule all’interno del corpo. Modificare la sincronizzazione della secrezione di insulina con i ritmi circadiani può avere un effetto a catena sull’incidenza e la gravità di malattie come il diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolari.


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Lucia Del Neri
Lucia Del Neri
La decana del sito. Oltre che a pubblicare direttamente, si occupa della prima revisione dei contributi inviati dai redattori esterni.

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