Salute e Dintorni

Perché non è possibile starnutire con gli occhi aperti?

Ultimo aggiornamento: 11 Ottobre 2020

Sullo “starnuto” circolano svariati miti, tra cui che non sia possibile starnutire con gli occhi aperti, che il materiale espulso viaggi a 360 km/h (!) ecc. Vediamo insieme di sfatare qualche mito.

Anche questa domanda ci è giunta in redazione per l’area “Q&A: Domande e Risposte“, ma alla fine ne abbiamo ricavato un articolo invece che una risposta breve.

Che cosa è lo starnuto

Lo starnuto è un riflesso respiratorio involontario (di discreta potenza), causato dall’irritazione della mucosa nasale, che coinvolge i muscoli del torace e delle alte vie respiratorie (laringe e faringe), attraverso il quale i polmoni espellono in brevissimo lasso di tempo aria, muco (flügge) e corpuscoli estranei come polvere, pollini, peli di animali ecc.

Perché si starnutisce?

Uno studio del 2021: “Molecular modulation of airway epithelial ciliary response to sneezing” ha concluso che attraverso lo starnuto il naso resetta la mobilità delle ciglia nasali, che svolgono funzione di umidificazione e filtro.

Lo starnuto, comunque, è un riflesso involontario che incorre quando si è raffreddati o quando un corpo estraneo, come un allergene, entra nella cavità nasale. Esistono tuttavia motivazioni diverse per cui si starnutisce: ad esempio 1 persona su 3 starnutisce in presenza di una intensa fonte di luce come il sole (Starnuto Riflesso Fotico), oppure prima di un rapporto sessuale o dopo l’orgasmo (“Sneezing induced by sexual ideation or orgasm: an under-reported phenomenon” – 2008)

Lo starnuto multiplo

Sarà capitato a tutti di starnutire consecutivamente tre, quattro, anche cinque volte. Non esiste una motivazione dimostrata per questo fenomeno, si ritiene che accada quando la potenza del singolo starnuto non è sufficientemente potente, oppure quando è in corso un’infiammazione persistente del cavo nasale.

I miti associati allo starnuto

Innanzitutto la velocità di espulsione del materiale indesiderato dalla mucosa nasale. Tradizionalmente si riteneva che, data la violenza dello spasmo, il muco venisse sparato ad una velocità di 360 km/h. Il mito nasce dalle conclusioni di un ricercatore, tale William Firth Wells, che analizzò le dimensioni dei droplets trasportati dall’aria a seguito di uno starnuto e quindi ne dedusse la velocità alla quale l’aria deve viaggiare su una superficie liquida per formarle.

In realtà, studi più recenti (“Airflow Dynamics of Human Jets: Sneezing and Breathing – Potential Sources of Infectious Aerosols” – 2013, Plos One) hanno attestato a 4,5 metri al secondo la reale velocità del materiale espulso attraverso lo starnuto. Non poco, ma sicuramente meno di quanto si sia creduto negli ultimi 50 anni.

Un altro mito è che non si possa starnutire con gli occhi aperti. Vero, la stragrande maggioranza delle persone starnutisce con gli occhi chiusi in risposta ad un riflesso condizionato. Esistono tuttavia anche molte persone che starnutiscono con gli occhi aperti.

Partendo da questa fallacia, smontiamo altri due miti: se non si serrassero le palpebre durante lo starnuto, gli occhi salterebbero fuori dalle orbite. Anche se, in occasione di traumi e colpi violenti, l’occhio può effettivamente essere sbalzato dalla sua sede naturale [In quel caso… basta con delicatezza rimetterlo dentro, ma non provateci a casa! – N.d.R.], lo spasmo dello starnuto non è sufficiente potente.

Un’altra motivazione comune allo starnuto con gli occhi chiusi vuole questo automatismo associato al fatto che vengono espulsi batteri e corpi estranei, serrare le palpebre è quindi un meccanismo di difesa per evitare l’infezione della zona più vicina al naso. Ipotesi altamente suggestiva, ma che non trova riscontro nella realtà delle cose.

E terminiamo con il mito più antico, radicato nel nostro inconscio a causa delle stesse madri che ci persuadevano dell’esistenza di Babbo Natale o che non dovevamo bagnarci subito dopo pranzo: soffocare uno starnuto provoca la morte.

Colpo di scena: soffocare uno starnuto è realmente pericoloso!

Il problema sta nell’alta pressione che il corpo produce nel sistema respiratorio prima di esplodere in uno starnuto, includendo i seni e la cavità nasale e, lungo la gola, fino ai polmoni. Una pressione che, nel 2016 (“Computer simulations of pressure and velocity fields in a human upper airway during sneezing“) è stata misurata in 1 PSI (1 libbra di peso per pollice quadrato, ovvero 0,06 bar) e trattenere questa pressione equivale a moltiplicarla, all’interno del sistema respiratorio, di 5-24 volte.

Questa grossa pressione, tutta insieme e in un tempo estremamente limitato, può potenzialmente, provocare danni seri all’organismo, tra cui: rottura delle tube di Eustachio (nell’orecchio), infezione dell’orecchio, danneggiamento dei vasi sanguigni dell’occhio (estremamente raro ma possibile), dolori al diaframma, aneurismi cerebrali (fonte) e, in persone anziane, anche fratture ossee.

La saggezza della nonna che ci impone, sin da piccoli, di non soffocare lo starnuto pena il rischio di morte prematura, ha quindi ben più che una base scientifica.

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Lucia Del Neri
Lucia Del Neri
La decana del sito. Oltre che a pubblicare direttamente, si occupa della prima revisione dei contributi inviati dai redattori esterni. ------ Note biografiche disponibili nella pagina Redazione | Tutti gli articoli, ove non espressamente specificato, sono sottoposti a Revisione Scientifica e Fact Checking.
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