Salute Donna

[Studio ventennale] The Dietary Modification Trial, 1993

Studi del passato (condotti, tuttavia, su ratti e topi) scoprirono che i roditori che seguono una dieta ricca di grassi sviluppano più tumori rispetto a quelli che seguono una dieta povera di grassi; alcuni di questi studi si riferivano in particolare al carcinoma del colon-retto, mentre altri dimostrarono che una dieta ricca di grassi favoriva l’insorgenza di tumore mammario.

Ispirati dalla mole di letteratura scientifica esistente (che, ripetiamo, era limitata a modelli animali), Ross Prentice, Ph.D. – membro dei programmi di prevenzione del cancro e biostatistica presso il Fred Hutchinson Cancer Research Center, a Seattle, Washington, USA – e i colleghi ricercatori della Women’s Health Initiative (WHI) hanno voluto approfondire ulteriormente i benefici di una dieta a basso contenuto di grassi per le donne in postmenopausa. Quindi: esseri umani, di sesso femminile.

Nello specifico, gli scienziati hanno seguito quasi 50.000 donne in postmenopausa per 2 decenni, con l’intento di determinare gli effetti di una dieta a basso contenuto di grassi sulle possibilità di sviluppo di carcinoma mammario, carcinoma del colon-retto, diabete e sul rischio di sviluppare patologie del sistema cardiovascolare.

I risultati sono stati pubblicati sul Journal of Nutrition l’8 Giugno 2019 e sono consultabili integralmente scaricando il PDF posto sulla pagina dedicata allo studio: “Low-Fat Dietary Pattern among Postmenopausal Women Influences Long-Term Cancer, Cardiovascular Disease, and Diabetes Outcomes” (HTML / PDF, Eng)

Lo studio “The Dietary Modification”

Nel 1993, i ricercatori autori dello studio hanno “arruolato” 48.835 donne in postmenopausa, tutte residenti negli negli Stati Uniti. Al 40% è stato assegnato un piano dietetico a basso contenuto di grassi volto all’assunzione di maggiori quantitativi di frutta, verdura e cereali. L’altro 60% delle partecipanti ha continuato a seguire la dieta propria abituale [Insomma: mangiate quello che volete, ma tenevi reperibili per i follow-up N.d.R.]

Primo follow-up dopo 8 anni e mezzo

Nulla di evidente. Le analisi non hanno rivelato differenze significative tra il gruppo messo a dieta low-fat e il gruppo di controllo, in termini di rischio di carcinoma del colon-retto, rischio di carcinoma mammario o rischio di cardiopatia coronarica.

Follow-up dopo 19,6 anni

Le donne che avevano avuto un tumore al seno e che seguivano una dieta povera di grassi avevano il 15–35% in meno di probabilità di morire per qualsiasi causa. Le donne nel gruppo low-fat (e maggiori quantità di frutta, verdura e cereali) avevano il 13–25% in meno di probabilità di sviluppare diabete insulino-dipendente. Le donne che non avevano la pressione alta o una storia di malattie cardiovascolari all’inizio dello studio avevano una probabilità del 15-30% in meno di sviluppare malattie coronariche durante il periodo di follow-up.

The latest results support the role of nutrition in overall health and indicate that low fat diets rich in fruits, vegetables, and grains have health benefits without any observed adverse effects.

Ross Prentice, Ph.D


Trad: Gli ultimi risultati confermano il ruolo della nutrizione nel mantenimento della salute generale, e indicano che le diete che prevedono l’assunzione di pochi grassi e ricche in frutta, verdura e cereali presentano benefici senza effetti collaterali osservabili

A evidenziare due importanti omissioni dello studio ci pensano gli autori stessi

Nel 1993, oltre vent’anni fa, la cultura della nutrizione non era quella di oggi, persino tra gli stessi ricercatori.

Se è vero che uno studio randomizzato e controllato, con periodi di follow-up a lungo termine, riduce al minimo il bias e rafforza le conclusioni (e questo tipo di ricerca è assai rara in nutrizione), con le conoscenze moderne, partì fisiologicamente limitato e non definitivo:

  1. La dieta low-fat imponeva una minore assunzione di grassi, senza però far distinzione tra grassi saturi e insaturi. Una discriminante che oggi sarebbe considerata essenziale.
  2. La dieta low-fat indicava il consumo di cereali, senza indicare specificatamente che fossero integrali o raffinati. Un elemento che, con le conoscenze di oggi, sarebbe necessario prendere in considerazione

Le due omissioni sopra riportate “spuntano le armi” di uno studio così importante e indeboliscono, seppur parzialmente, i risultati ottenuti.

Lucia Del Neri
Lucia Del Neri
La decana del sito. Oltre che a pubblicare direttamente, si occupa della prima revisione dei contributi inviati dai redattori esterni.