Salute Donna

Livello degli estrogeni e aumento di peso: qual è la correlazione?

Nella donna, i livelli di estrogeni possono essere bassi, o abbassarsi, per svariate ragioni. Il motivo più comune è la menopausa, ovvero quando la produzione di ormoni riproduttivi diminuiscono e le mestruazioni cessano. Molte donne testimoniano un inaspettato e ingiustificato aumento di peso proprio durante questo periodo della loro vita.

Il primo “sospettato”, in caso di aumento di peso che non trova ragione in modificate abitudini di vita o alimentari, è un ormone chiamato “Estradiolo“. Durante la menopausa la secrezione di questo ormone, deputato alla regolazione del peso corporeo e del metabolismo, diminuisce. L’aumento di percentuale di grasso corporeo, durante la menopausa, si concentra nella zona dell’addome. Infatti, in questa fase della vita, tende ad aumentare il cosiddetto grasso viscerale.

Detto questo, va menzionata una revisione sistematica di diversi studi, pubblicata nel 2012: “Understanding weight gain at menopause“, le cui conclusioni sono, sostanzialmente, che se è vero che il fattore ormonale non favorisce di certo il mantenimento del peso corporeo, sono le abitudini di vita -che cambiano, per molte donne man mano che l’età avanza- a contribuire maggiormente all’aumento di peso.

Quindi: vita attiva e una maggiore attenzione alla dieta possono concretamente contrastare il naturale decadimento della secrezione ormonale.

Cosa sono gli estrogeni

Gli estrogeni sono una classe di ormoni sessuali femminili, coinvolta nell’inizio della pubertà e nel ciclo mestruale. Inoltre, aiuta a controllare i livelli di colesterolo nel sangue, promuovere la salute delle ossa, proteggere il cervello e l’umore

Gli estrogeni sono prodotti principalmente nelle ovaie, che sono due piccole ghiandole nella pelvi inferiore. Piccole quantità di estrogeni sono prodotte inoltre dalle ghiandole surrenali e nel tessuto adiposo.

Altre cause di bassi livelli di estrogeni

Se la menopausa è di certo la causa più comune, esistono altre condizioni che possono causare sbilanciamenti ormonali anche in giovane età.

Sindrome dell’Ovaio Policistico

La sindrome dell’Ovaio Policistico è una condizione in cui una donna presenta piccole cisti sulle ovaie, nonché diversi squilibri ormonali. Possono presentarsi alti livelli di testosterone e uno squilibrio tra i livelli di estrogeni e progesterone.

Allattamento e gravidanza

Nel periodo dell’allattamento e durante la gravidanza, i livelli di estrogeni sono tarati verso il basso al fine di produrre latte ed impedire l’ovulazione.

Anoressia / disfunzioni alimentari

L’anoressia, che comporta l’assunzione di pochissime calorie al giorno, porta l’organismo “in carestia”, e conseguentemente manterrà le funzioni vitali al minimo e, come primo sacrificio, ridurrà la produzione ormonale.

In generale, qualsiasi condotta alimentare disfunzionale (bulimia, binge-eating, alcolismo ecc.) può provocare gravi sbilanci ormonali.

Eccessivo dimagrimento

A seguito di diete rigorose, o di periodi di forte stress o intenso allenamento, la riduzione drastica di massa grassa può incidere, in negativo, sul bilanciamento ormonale nella donna.

Ovariectomia

La rimozione, chirurgica, delle ovaie, porta la donna alla menopausa, con cessazione dell’ovulazione e conseguente minore produzione ormonale.


Come evitare l’aumento di peso durante la menopausa, o in circostanza di condizioni che impediscono la normale produzione di estrogeni

Posto che la minore produzione ormonale “remerà contro”, è possibile contrastare attivamente la tendenza del corpo ad accumulare peso e grasso corporeo con un occhio sempre attento all’alimentazione e mantenendosi attive.

Per quanto riguarda l’alimentazione, un nutrizionista può fornire delle indicazioni utili e delle linee guida personalizzate per la singola paziente. Una minore produzione ormonale è una condizione molto delicata ed è preferibile evitare il “fai da te” o cercare diete e pareri su internet.

Le primissime indicazioni attengono per lo più al buon senso: evitare cibi industriali, limitare o azzerare il consumo di alcolici, bere molta acqua per mantenere ideale il livello di idratazione.

Ma per un piano alimentare personalizzato, che tenga conto delle esatte esigenze della paziente, il consiglio è sempre lo stesso: rivolgersi, con fiducia, ad un nutrizionista.

Dal punto di vista dell’attività fisica, l’importante è: muoversi. In accordo con il proprio medico sarà anche possibile provare attività anche più intense, come il cardio-fitness, il resistance training, l’allenamento con i pesi, a tutto beneficio dei muscoli e della salute delle ossa.

Lucia Del Neri
Lucia Del Neri
La decana del sito. Oltre che a pubblicare direttamente, si occupa della prima revisione dei contributi inviati dai redattori esterni.