OTC e Integratori

Carciofo: proprietà dell’estratto come integratore, decotto o tisana

Ultimo aggiornamento

L’estratto secco del Carciofo (Cynara scolymus), sotto forma di integratore alimentare è tradizionalmente utilizzato per curare (lievi) patologie del fegato, aumentare la secrezione biliare, ridurre il colesterolo e migliorare la digestione dei grassi.

Le proprietà del Carciofo (solo studi umani)

In questo post analizzeremo cosa c’è di vero e cosa invece è solo uno stunt di marketing sulle varie proprietà degli integratori a base di carciofo.

Come sempre, solo studi su esseri umani, no studi animali e no studi su colture cellulari.

Iniziamo con le proprietà tradizionalmente attribuite al Carciofo:

Fegato. L’effetto terapeutico principale attribuito al carciofo, in particolare per le sue proprietà depurative.

Aumento del colesterolo HDL – quello “buono”, per intenderci .

Abbassamento trigliceridi

Miglioramento della circolazione sanguigna

Nel prossimo paragrafo vedremo tutto nel dettaglio.


FEGATO

L’effetto terapeutico del carciofo sul fegato è reale. Ma c’è da fare un importante distinguo: la sostanza fitoterapica che ha dimostrato efficacia sul fegato è l’estratto secco delle foglie del carciofo. La parte commestibile del carciofo, quella che si trova cruda o cotta sulla tavola, ne è priva.

Il vecchio adagio: “Mangia carciofi che fanno bene al fegato” lo possiamo quindi riporre in un cassetto e dimenticarcene. Per sempre.

Lo studio randomizzato in doppio-cieco del 2016: “The Effect of Artichoke Leaf Extract on Alanine Aminotransferase and Aspartate Aminotransferase in the Patients with Nonalcoholic Steatohepatitis“, pubblicato sull’International Journal of Hepatology, ha mostrato i risultati della somministrazione, per due mesi, di 2700 mg di estratto secco delle foglie di carciofo a 60 pazienti affetti da steatoepatite non alcolica (il “fegato grasso” per intenderci) divisi in due gruppi, uno dei quali ha ricevuto placebo.

Al termine dello studio, i pazienti cui era stato somministrato l’estratto secco di foglie mostravano significativi miglioramenti degli enzimi epatici e anche del profilo lipidico, in particolare trigliceridi e colesterolo totale, dopo la somministrazione di Cynara scolymus rispetto all’uso di placebo.

Il medesimo studio è citato su Humanitas dal Dottor Ceriani nel post: “Mangiare carciofi aiuta a depurare il fegato”, vero o falso?


Colesterolo

L’attribuzione di qualità positive o negative al colesterolo (“buono”, HDL, e “cattivo” LDL) attiene più al voler semplificare una questione molto complessa. In realtà è molto più importante il rapporto che c’è tra HDL e LDL. Sappiamo infatti che anche livelli troppo bassi di colesterolo cattivo possono causare danni alla salute.

Interessante quindi sarebbe una sostanza la cui efficacia risieda nell’equilibrare il rapporto tra i due tipi di colesterolo e riportare entrambi entro il cosiddetto “range di normalità”. Ed è proprio ciò che è stato fatto nello studio: “Efficacy of Artichoke Dry Extract in Patients With Hyperlipoproteinemia” (2000, Arzneimittelforschung – oggi Thiesis).

Nel corso dello studio, randomizzato in doppio cieco, a 143 pazienti affetti da iperlipoproteinemia sono stati somministrati 1800 mg di estratto secco di carciofo oppure un placebo. Il trial è durato 6 settimane e al termine il gruppo dell’estratto di carciofo vedeva ridotto del 18,5% il colesterolo totale (8,6% nel gruppo del placebo), il rapporto LDL/HDL diminuito del 20% (7,2% nel gruppo del placebo), il colesterolo LDL diminuito del 22,9% contro il 6,3% del gruppo del placebo).

Per lo studio è stato usato un integratore, il VALVERDE ARTISCHOCKE (Novartis), che include estratto secco di carciofo.


Abbassamento trigliceridi

Nonostante uno studio promettente: “Hypoglycemic and Hypolipidemic Effect of Cynara Scolymus among Selected Type 2 Diabetic Individuals” (2006, Pakistan Journal of Nutrition), tutti i successivi studi su umani hanno mostrato risultati scarsi o statisticamente non significativi.


Circolazione sanguigna

Lo studio, italiano: “Artichoke juice improves endothelial function in hyperlipemia” (2004, Elsevier) ha concluso che 20 ml di succo di carciofo al giorno (2,5% di fibre e 0,7% di glucidi) erano stati in grado di migliorare il flusso sanguigno e ridurre i fattori di adesione infiammatoria, ma non le lipoproteine (aumento dei trigliceridi).


Conclusioni

Il bulbo del carciofo, usato in cucina, è ricco di fibre e antiossidanti. Se lo si consuma allo scopo di lenire patologie del fegato come la steatoepatite non alcolica, tuttavia, la sostanza fitoterapica efficace si trova nelle foglie, non nella parte commestibile. Nell’acquistare integratori di carciofo per il fegato assicurarsi quindi che contengano estratto delle foglie.

L’estratto di carciofo (bulbo intero) ha dimostrato una discreta efficacia nel migliorare il rapporto HDL/LDL e abbassare il colesterolo “cattivo”.

Vuoi discutere di questo articolo con i tuoi follower? Condividilo sui Social Network
Lucia Del Neri
Lucia Del Neri
La decana del sito. Oltre che a pubblicare direttamente, si occupa della prima revisione dei contributi inviati dai redattori esterni. ------ Note biografiche disponibili nella pagina Redazione | Tutti gli articoli, ove non espressamente specificato, sono sottoposti a Revisione Scientifica e Fact Checking.
Avvisami di nuovi commenti
Notificami
guest
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments