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Ashwagandha: promettente ma non ancora studiata

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L’Ashwagandha (Withania somnifera) è un’erba largamente utilizzata nella medicina ayurvedica. Numerosi studi ne suggeriscono l’efficacia anti-ansia e di abbassamento del cortisolo. Tuttavia non è ancora supportata da una robusta letteratura scientifica.

Secondo il parere degli utilizzatori l’Ashwagandha, sotto forma di integratore, è la scelta ideale per aver sempre pronto un ansiolitico naturale privo degli effetti collaterali dei corrispettivi farmacologici.

Altri supposti, ma non ancora scientificamente dimostrati, effetti dell’assunzione di Ashwagandha sono l’abbassamento del cortisolo (quindi potrebbe essere di support alle diete finalizzate al controllo del peso), la regolarizzazione dei livelli di colesterolo, l’abbassamento del glucosio nel sangue, miglioramento della fertilità maschile. Alcuni studi attribuiscono all’ashwagandha proprietà di blando energizzante.

Il problema, come spesso accade, è che mancano studi su larga scala e a lungo termine.

Cercherò, in sintesi, di presentare la (poca) letteratura scientifica di supporto alle tante, aneddotiche, proprietà dell’ashwaganda. Come sempre, solo studi su umani.

Ricordando al lettore il solito monito:

Qualsiasi sostanza in natura che si suppone abbia un benché minimo effetto sulla salute è sempre accompagnata da un effetto collaterale. Un lato “oscuro”, se mi si passa il termine. Prima di iniziare un ciclo di integrazione di ashwaganda, specie se si intende affrontare un problema serio e invalidante come l’ansia cronica, è imperativo consultare il proprio medico curante o uno specialista.

Ansia

Lo studio, randomizzato e in doppio cieco: “A prospective, randomized double-blind, placebo-controlled study of safety and efficacy of a high-concentration full-spectrum extract of ashwagandha root in reducing stress and anxiety in adults.” su 64 volontari affetti da stress cronico, per la durata di 60 giorni ha mostrato ottimi risultati nel gruppo dell’ashwaghanda rispetto al gruppo di controllo in termini di concentrazione sierica di cortisolo e controllo dell’ansia (quest’ultima valutata attraverso questionari).

Uno studio più recente: “Adaptogenic and Anxiolytic Effects of Ashwagandha Root Extract in Healthy Adults: A Double-blind, Randomized, Placebo-controlled Clinical Study.” ha concluso che i volontari che avevano assunto ashwaghanda avevano visto migliorare la qualità del sonno e ridotto l’ansia.

Le medesime conclusioni sono state tratte dallo studio: “Efficacy and Safety of Ashwagandha (Withania somnifera) Root Extract in Insomnia and Anxiety: A Double-blind, Randomized, Placebo-controlled Study.“. Dalla ricerca si evince che l’ashwaghanda è generalmente ben tollerata (300 mg * 2 volte al giorno * 10 settimane), è in grado di indurre il sonno e ridurre l’ansia. Almeno secondo la personale percezione dei volontari.

Seppur in studi in piccola scala e della durata non superiore ai 2 mesi, l’Ashwaghanda ha dimostrato interessanti proprietà anti-ansia e non ha provocato nei volontari notabili effetti collaterali.

Cortisolo

Il cortisolo è noto come “l’ormone dello stress”. Prodotto dalle ghiandole surrenali, presiede alla reazione scappa o combatti. La sua funzione è diminuire l’attività dei distretti non ritenuti vitali per la sopravvivenza a favore di più efficacia risposta allo stress. Tuttavia, elevati livelli di cortisolo sono associati, tra gli altri, a stress, ansia, aumento di peso, ridotta risposta immunitaria, osteoporosi.

L’ashwaghanda è da anni un’osservata speciale per le sue proprietà di abbassamento dei livelli di cortisolo.

Nello studio sopra citato, “A prospective, randomized double-blind, placebo-controlled study of safety and efficacy of a high-concentration full-spectrum extract of ashwagandha root in reducing stress and anxiety in adults.” fu misurata la concentrazione di cortisolo durante i 60 giorni di trial clinico, notando significativi abbassamenti nel gruppo dell’ashwaghanda rispetto al gruppo placebo.

Gli effetti sul cortisolo dell’Ashwaghanda appaiono notevoli. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi al fine di escludere che la sua assunzione non provochi eccessivi cali o addirittura la totale inibizione della produzione di questo ormone – con gli ormoni non si scherza.

Testosterone e parametri di fertilità maschile

Uno studio indiano del 2010: “Withania somnifera improves semen quality by regulating reproductive hormone levels and oxidative stress in seminal plasma of infertile males.” ha somministrato ashwaghanda a 75 uomini non fertili e a 75 uomini fertili (gruppo di controllo), pervenendo alla conclusione che negli uomini non fertili erano migliorati i parametri riproduttivi (plasma seminale, le vitamine antiossidanti e i livelli sierici di Testosterone, LH, FSH e PRL). Tuttavia nessun significativo miglioramento era stato notato nel gruppo di controllo.

Una revisione sistematica del 2018: “Withania somnifera (Indian ginseng) in male infertility: An evidence-based systematic review and meta-analysis.” conclude che al momento non vi sono sufficienti studi scientifici per dichiarare l’ashwaghanda come metodo alternativo per curare l’infertilità maschile.

L’ashwaghanda è considerata “promettente” come cura alternativa dell’infertilità maschile. Tuttavia, uomini fertili e con normali livelli di testosterone potrebbero non trarre alcun vantaggio dalla sua assunzione.

Stress

Lo stress è una risposta generale dell’organismo, che coinvolge sia il fisico che la psiche del soggetto, ad un evento o un periodo prolungato in cui gli è richiesto di svolgere uno o più determinati compiti. Lo stress di per sé non è un fattore negativo (anzi, per certe persone è motivo di esaltazione), ma quando si protrae per lunghi periodi o, nel caso di molti, diventa invalidante, può avere significative ripercussioni sulla salute.

La revisione sistematica del 2014: “An alternative treatment for anxiety: a systematic review of human trial results reported for the Ayurvedic herb ashwagandha (Withania somnifera).” ha preso in esame 5 studi precedentemente svolti sull’ashwaghanda come anti ansia e anti stress naturale.

Le conclusioni della revisione sono che, sulla carta, l’ashwaghanda sembrerebbe essere molto promettente, con risultati spesso troppo belli per essere veri. I ricercatori raccomandano l’esecuzione di ulteriori studi per confermare o smentire quelli che al momento sono effetti significativi sullo stress.

L’ansia va a braccetto con lo stress. Promettenti risultati sull’ansia, nonché sul controllo del cortisolo, si accompagnano per ovvie ragioni anche al controllo dello stress. Sono necessari comunque ulteriori studi affinchè possano isolarsi chiari nessi causa-effetto tra l’assunzione di ashwaghanda e il controllo dello stress.

Altri effetti

Numerosi altri studi sono stati fatti negli anni per verificare gli effetti dell’ashwaghanda sull’uomo (e sulla donna).

Tutti, comunque, sembrano ruotare intorno al controllo del cortisolo:

  • Benessere generale
  • Energia
  • Abbassamento ansia sociale
  • Controllo del colesterolo
  • Dimagrimento
  • Capacità di ragionamento
  • Facoltà cognitive
  • Perdita di peso

Per ognuno degli effetti sopra indicati c’è (almeno) uno studio apposito. Ma, come scritto in apertura, sono spesso studi su piccola scala e, per quanto rigorosamente scientifici, non sono esaustivi o definitivi.

Dosaggio consigliato Ashwaghanda

Secondo gli attuali studi, l’assunzione di ashwaghanda è da considerarsi abbastanza sicura. Può però causare sonnolenza in alcuni soggetti. E manca comunque una letteratura scientifica che ne attesti la sicurezza nel lungo periodo.

Il dosaggio ideale non è noto. Possiamo, per le conoscenze attuali, dividere due circostanze:

Dosaggio medio alto: 300 mg / 500 mg al giorno. Non è dato sapere se dosaggi superiori abbiano effetti più significativi.

Dosaggio basso: 50 mg / 100 mg. Considerata una dose minima, che può essere di supporto per l’immunosoppressione causata dallo stress o per aumentare l’efficacia di ansiolitici di sintesi.

Conclusioni

L’ashwaganda, anche detta “Ginseng Indiano”, si propone come promettente metodo alternativo di controllo dell’ansia e dello stress. La funzione di abbassamento dei livelli di cortisolo potrebbe presentare interessanti implicazioni per la produttività personale, il sistema immunitario e il controllo del peso corporeo.

Tuttavia, pur non mancando gli studi scientifici di supporto, manca una robusta sperimentazione clinica -che ne evidenzi anche dosaggi consigliati ed effetti collaterali- che certifichi questa erba indiana come rimedio sicuro per le patologie che promette di curare.


Ashwaghanda: fact sheet

In questo specchietto vengono riassunti gli esiti di studi scientifici eseguiti su volontari umani (no animali, no colture cellulari), escudendo inoltre studi osservazionali e studi in pre-print. (i dati sono estratti da examine.com)

Effetti comprovati da una robusta ricerca scientifica

  • Abbassamento Cortisolo
  • Abbassamento Colesterolo

Effetti su cui la ricerca scientifica ha mostrato promettenti risultati ma si necessita di ulteriori studi.

  • Energizzante
  • Metabolismo del Glucosio
  • Testosterone

Effetti che la ricerca scientifica ha ormai escluso

  • Sistema immunitario
  • Erezione maschile
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Angela Garella
Angela Garella
Veronese DOC, ci tiene a precisare. Esperta di fitness e rimedi naturali. Se volete sapere a cosa serve un integratore... chiedete a lei! ------ Note biografiche disponibili nella pagina Redazione | Tutti gli articoli, ove non espressamente specificato, sono sottoposti a Revisione Scientifica e Fact Checking.
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