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Perché il CEO di Pfizer ha venduto le sue azioni?

Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre 2020

Facciamo chiarezza sulla vendita di azioni Pfizer da parte di Albert Bourla, CEO della casa farmaceutica americana, l’indomani dell’annuncio di efficacia pari al 90% del vaccino anti-covid sviluppato con la tedesca BioNtech.

Da molti osservatori questa operazione è stata accolta come un pesante indizio dell’inefficacia del vaccino Pfizer-BioNtech. Ma è davvero l’interpretazione corretta? Ovviamente: NO.

I fatti

Il CEO di Pfizer Albert Bourla ha venduto lunedì, 9 Novembre 2020, quasi 5,6 milioni di dollari delle azioni della società (corrispondenti al 62% del totale delle azioni da lui detenute), subito dopo un forte rialzo del valore del 15% conseguente alla notizia che il vaccino COVID-19 è efficace al 90%.

L’operazione rientra in una “vendita programmata” e autorizzata dalla SEC (U.S. Securities and Exchange Commission) nel mese di Agosto 2020 in regime di regola 10b5-1.

La “Rule 10b5-1”

La SEC proibisce l’insider trading -ovvero, la manipolazione del mercato da parte di dipendenti o dirigenti di aziende quotate in borsa e di cui detengono un patrimonio azionario- tuttavia molto spesso i dirigenti vengono pagati anche in azioni della società; si è pertanto creato un dilemma: se un CEO detiene, legittimamente, azioni della società per cui lavora, come può disporne liberamente senza che questo venga considerato insider trading? La risposta è stata, appunto, la regola 10b5-1.

Secondo questa norma, chi detiene un pacchetto azionario della società per cui lavora può venderlo in tutto o in parte, ma deve fare una vendita programmata nel futuro che deve essere preventivamente approvata dalla SEC.

Le caratteristiche di questa vendita futura possono essere temporali (venderò il giorno X), oppure di valore (venderò nel periodo Y se le azioni raggiungono un valore Z).

La controversia

A unire (male) i puntini ci hanno ovviamente pensato i soliti novax complottisti malpensanti: perché il CEO di Pfizer si è liberato di tutte quelle azioni proprio nel momento di massima popolarità della sua azienda? Forse teme che presto si scopra che il vaccino non è efficace o peggio ancora è pericoloso?

A rincarare la dose di sospetti ci si è messo anche il Microbiologo Andrea Crisanti proprio ieri:

Nessuno però si è scandalizzato per il fatto che il Ceo di Pfizer ha venduto le sue azioni dell’azienda il giorno dopo quell’annuncio. Eppure lui è la persona più informata: perché si è venduto le azioni se pensa che il vaccino sia efficace? Sono queste azioni che minano la fiducia nel vaccino. Non persone equilibrate che fanno un discorso di sicurezza, come ho fatto io


Il comunicato della Pfizer

L’agenzia di stampa Reuters ha battuto la replica della Pfizer in merito alle reazioni di una cosi veloce vendita delle azioni da parte del suo CEO.

The sale of these shares is part of Dr. Bourla’s personal financial planning and a pre-established (10b5-1) plan, which allows, under SEC rules, major shareholders and insiders of exchange-listed corporations to trade a predetermined number of shares at a predetermined time


In pratica, la vendita del 62% delle proprie azioni Pfizer è parte, per Albert Bourla, di una programmazione finanziaria (alias: “voglio i soldi, non voglio azioni!“) fatta mesi fa ed è stata approvata dalla SEC.

Perché non ci dobbiamo vedere del “marcio”?

Nella peggiore delle ipotesi, Albert Bourla è stato un gran paraculo (o è stato ben consigliato). Ha programmato la vendita di due terzi delle sue azioni nel periodo giusto.

Se il CEO di Pfizer avesse venduto azioni “sapendo” di imminenti fallimenti del vaccino sarebbe stato incriminato per insider-trading. Negli Stati Uniti prendono la Borsa con estrema serietà e l’insider-trading è un reato penale. E, in ogni caso, il CEO di una società quotata in Borsa NON può vendere le sue azioni in qualsiasi momento come un qualsiasi speculatore.

Inoltre, rimane comunque in possesso di un significativo pacchetto azionario (se ci fossero nubi nere nell’orizzonte di Pfizer le avrebbe vendute tutte, no?), che è destinato a rimpolparsi annualmente fino a che ricopre la carica di CEO, in quanto un bel po’ di azioni sono parte del suo ingaggio.

Semplicemente, aveva bisogno di cash e ha programmato la vendita ad Agosto -probabilmente fissando anche un valore minimo delle azioni.

Si può legittimamente dubitare del vaccino anti-covid di Pfizer-BioNtech, del resto è la prima volta nella storia che un vaccino mRNA (RNA Messaggero) viene approvato.
Ma voler a tutti i costi interpretare una mera speculazione finanziaria personale (ben riuscita, non c’è dubbio!) come i topi che scappano dal Titanic prima che affondi no, è sbagliato al 100%.


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John Dimi
John Dimi
Editore e divulgatore scientifico. Oltre che contributor diretto per il sito, si occupa di fact checking e revisione delle bozze. ------ Note biografiche disponibili nella pagina Redazione | Tutti gli articoli, ove non espressamente specificato, sono sottoposti a Revisione Scientifica e Fact Checking.
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Giuseppe

Grazie per la delucidazione,
molto semplice e accessibile anche per chi non abbia dimestichezza con i temi finanziari.
Aggiungo che i novax o antivax hanno gran seguito solo in Francia, Italia e USA. Negli USA fomentati anche da una certa parte di destra antiscientifica che ha governato negli ultimi anni. Nel resto del mondo , sia in Africa che Asia , e ovviamente Europa, vengono in larga parte ignorati e visti come fenomeni da baraccone.
Beppo.

Luciana

Spett redazione
grazie per la spiegazione della vicenda. Segnalo quello che secondo me è un’imprecisione.
Scrivete “prima volta nella storia che un vaccino a RNA viene approvato.” … secondo me sarebbe meglio scrivere “Vaccino RNA messaggero o mRNA
Ma questo non toglie la validità dell’articolo,
continuate così! 🙂
Luciana

admin

Buongiorno Luciana,
grazie a te per il commento.
Ho modificato secondo il tuo suggerimento, effettivamente è una precisazione doverosa.
Cordiali saluti

John Dimi
(Admin virtuasalute.com)