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Il vino rosso fa bene o male alla salute? Lo studio scientifico definitivo (forse)

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Gli effetti sulla salute del vino rosso sono studiati (e discussi) da secoli. Da un lato abbiamo un gran numero di antiossidanti (polifenoli), dall’altro il fatto che, in quanto bevanda alcolica, sia considerata fattore di rischio di malattie cardiovascolari, patologie epatiche, cancro. Un nuovo studio scientifico anglo-belga potrebbe dirimere definitivamente la questione.

Lo studio: “Red Wine Consumption Associated With Increased Gut Microbiota α-Diversity in 3 Independent Cohorts” è stato pubblicato sulla rivista Gastroenterology in Gennaio 2020 e si è posto l’antica domanda: assunto in moderate quantità, il vino rosso presenta o no benefici per la salute?

La ricerca ha visto la collaborazione di due team: in Inghilterra i ricercatori del Twin Research Genetic Epidemiology del King’s College di Londra; in Belgio i dati sono stati analizzati nel VIB Centre for Microbiology KU Leuven Laboratory of Molecular Bacteriology dell’Istituto Rega per la Ricerca Medica.

Le conclusioni dello studio suggeriscono che un bicchiere di vino rosso quotidiano può fornire benefici per la salute del microbiota intestinale umano. Il microbiota è un termine usato per descrivere il gruppo di genomi di microrganismi che risiedono nell’intestino umano. I microbi dell’intestino svolgono un ruolo vitale nei sistemi metabolici e immunitari, nonché nei sistemi che regolano il comportamento umano.

Fonte dei dati:

La ricerca è stata condotto analizzando le abitudini alimentari di un ampio campione di popolazione nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in Belgio raccolte in tre studi separati tutt’ora in corso. In particolare, i dati di studi sui gemelli sono stati raccolti nel Regno Unito; i dati degli Stati Uniti e del Belgio sono stati estrapolati ​​rispettivamente dal progetto American Gut Project e Flemish Gut Project.

Conclusioni

I ricercatori hanno scoperto che bere vino rosso, anche nei casi in cui vengono consumati altri tipi di alcol, è associato ad un microbiota intestinale sano e bilanciato. Inoltre, analizzando i dati di studio sui gemelli, si è scoperto che gli individui che consumavano una maggiore quantità di vino rosso rispetto al loro gemello presentavano intestino sano. Ciò riduce la probabilità che, in questo caso, la salute del microbiota intestinale sia favorita da tratti genetici familiari.

I ricercatori hanno anche confrontato gli effetti del bere altri tipi di alcol sulla salute dell’intestino. È stato scoperto che coloro che consumano birra, liquori o vino bianco non hanno mostrato lo stesso microbiota intestinale sano.

Altre associazioni che i ricercatori hanno delineato riguardano effetti più ampi sulla salute derivanti dal consumo di vino rosso. In particolare, i dati dello studio sui gemelli hanno rilevato che gli individui che hanno bevuto una maggiore quantità di vino rosso rispetto ai loro gemelli presentavano rischio ridotto di sviluppare colesterolo LDL e obesità. Si ritiene che ciò sia causato dai polifenoli presenti nel vino rosso.

I ricercatori evidenziano che anche altri alimenti contengono polifenoli, tuttavia nel vino rosso ne è anche contenuto uno in particolare, il resveratrolo.

Limitazioni dello studio

Da un punto di vista della mole dati analizzata, questo è uno degli studi più estesi, se non il più esteso. Ma risente, chiaramente, dell’intrinseca limitazione di essere comunque uno studio osservazionale, e in quanto tale non può fornire conclusioni definitive.

Inoltre, lo studio pare non indicare quale sia la quantità corretta di vino rosso da consumare al fine di procurarsi i sicuri benefici apportati dal resveratrolo e dagli altri polifenoli presenti, senza rischi per la salute.

John Dimi
John Dimi
Editore e divulgatore scientifico. Oltre che contributor diretto per il sito, si occupa di fact checking e revisione delle bozze. ------ Note biografiche disponibili nella pagina Redazione | Tutti gli articoli, ove non espressamente specificato, sono sottoposti a Revisione Scientifica e Fact Checking.

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