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Il placebo può ridurre lo stress emotivo… anche se sai che è un placebo [Studio]

Ultimo aggiornamento: 14 Agosto 2020

Un team di ricercatori dell’Università del Michigan e del Dartmouth College ha dimostrato che il placebo riduce i biomarcatori cerebrali del disagio emotivo anche quando le persone sono consapevoli che stanno assumendo un rimedio farmacologico finto.

Cos’è un placebo

Il placebo è un finto farmaco, generalmente una pillola di zucchero o una soluzione salina, privo del benché minimo effetto terapeutico, che si somministra ad un paziente o al volontario di un trial clinico persuadendolo che si tratti di un farmaco reale.

L’effetto placebo, ovvero il potere curativo di un farmaco fittizio che nasce dalla convinzione del paziente di assumerne uno vero, è uno dei tanti misteri che la Scienza cui non è ancora stata in grado di spiegare; Accettato come fenomeno esistente, e utilizzato come benchmark nei test farmacologici, il suo esatto funzionamento e la sua origine rimangono per lo più ignote.

Non è la prima volta che gli scienziati provano a manipolare l’effetto placebo somministrando un finto farmaco a volontari consapevoli che stanno ingurgitando pillole di zucchero. Già nel 2017, lo studio: “Is the rationale more important than deception? A randomized controlled trial of open-label placebo analgesia” (Pain, Dicembre 2017) dimostrò che si poteva ridurre la soglia del dolore con un placebo open-label (anche detto: placebo non-ingannevole), ovvero un finto analgesico che i volontari assunsero consapevolmente.

Lo studio: Placebos without deception reduce self-report and neural measures of emotional distress (29 Luglio 2020)

Lo studio recentemente pubblicato su Nature Communications è volto a dimostrare che anche se le persone sono consapevoli che il loro trattamento non è “reale” credere che possa guarire può portare a cambiamenti nel modo in cui il cervello reagisce alle informazioni emotive.

Come si è svolto lo studio

Per testare l’efficacia del placebo non-ingannevole, nel corso di due esperimenti separati i ricercatori hanno mostrato a due gruppi separati di studenti dell’Università del Michigan (partecipazione gratuita in cambio di crediti universitari) una serie di 30 immagini, scelte dall’archivio IAPS (International Affective Picture System), volte a suscitare emozioni negative e stress e 10 immagini volte a suscitare emozioni neutre.

Ehi! Voglio vedere le immagini negative!

Se non sei un ricercatore, non puoi.

Siccome le ricerche scientifiche necessitano di “standard” di riferimento, esiste un database unico da cui vengono estrapolate delle immagini a seconda delle emozioni che si vogliono suscitare. Si chiama International Affective Picture System e comprende 956 immagini a colori catalogate in base alla reazione che suscitano in chi le guarda. Per questa ricerca sono state utilizzate, ad esempio, la #3130 e la #3140.

Ma affinché le reazioni di chi le guarda siano il più genuine possibile queste foto devono essere inedite, quindi il loro accesso è riservato unicamente a chi effettua ricerche mediche o scientifiche.

Ho personalmente avuto accesso a questo database una volta, e posso assicurare che alcune immagini toglierebbero il sonno anche al più sgamato utente di 4Chan.

Il primo gruppo (placebo non ingannevole) ha successivamente letto gli effetti del placebo e ad ogni partecipante è stato chiesto di inalare una soluzione salina spray nasale. Nota: questo gruppo ha assunto placebo consapevole che fosse un farmaco finto. È stato infatti detto loro che lo spray nasale era un placebo che non conteneva ingredienti attivi ma che avrebbe aiutato a ridurre la sensazione di stress negativo se avessero creduto che lo avrebbe fatto.

I membri del secondo gruppo (di controllo) hanno inalato lo stesso spray con soluzione salina, ma ad ognuno è stato detto che lo spray serviva a render più chiari i dati che i ricercatori stavano monitorando. Anche per essi, quindi, nessun effetto terapeutico ma anche nessuna “aspettativa” sul miglioramento dello stress.

Al termine del primo esperimento i ricercatori hanno scoperto che i placebo non-ingannevoli avevano ridotto il disagio emotivo dei partecipanti (secondo un questionario compilato dai volontari).

Ancor più importante, il secondo studio ha dimostrato che i placebo non-ingannevoli possono ridurre l’attività elettrica del cervello, quella che riflette l’angoscia che qualcuno prova in caso di evento emotivo e la riduzione dell’attività cerebrale emotiva si è verificata in appena un paio di secondi.

Fonte: Placebos without deception reduce self-report and neural measures of emotional distress (Nature Communication, Open Access, ENG)

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Lucia Del Neri
Lucia Del Neri
La decana del sito. Oltre che a pubblicare direttamente, si occupa della prima revisione dei contributi inviati dai redattori esterni. ------ Note biografiche disponibili nella pagina Redazione | Tutti gli articoli, ove non espressamente specificato, sono sottoposti a Revisione Scientifica e Fact Checking.
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