Epilessia

L’epilessia è una malattia neurologica che in genere può derivare da un’anomalia genetica, da un’infezione o da una lesione del cervello. Si manifesta con attacchi ricorrenti che portando ad un improvviso e temporaneo malfunzionamento dell’attività elettrica cerebrale; la sua diagnosi si basa sulla ripetitività degli attacchi e viene confermata per mezzo di un elettroencefalogramma.

GLI ATTACCHI

Le crisi epilettiche si verificano quasi sempre in modo imprevedibile. Nei casi in cui siano dovute ad un malfunzionamento circoscritto dell’attività elettrica del cervello, gli attacchi si dicono ‘parziali’ e possono provocare problemi motori e sensoriali localizzati e disturbi psicologici come allucinazioni per vari minuti. Nei bambini, alcuni casi di epilessia parziale si riducono o cessano spontaneamente. Gli attacchi generalizzati, invece, colpiscono l’intero corpo e sono causati da una scarica elettrica diffusa nella corteccia cerebrale; esistono due tipi di crisi epilettiche generalizzate:

le assenze: sono brevi interruzioni dello stato di coscienza che possono ripetersi molte volte nell’arco di una giornata e che si manifestano con l’interruzione della parola e uno sguardo fisso per vari secondi, a volte accompagnati da movimenti automatici come la deglutizione o la masticazione.

Attacchi tonico-clonici: caratterizzati da perdita di conoscenza e convulsioni che durano da cinque a dieci minuti, seguite da una fase incosciente di recupero. Le convulsioni sono sostanzialmente delle contrazioni muscolari improvvise ed involontarie di tutto il corpo, interrotte da intervalli di rilassamento muscolare.

Le crisi possono determinare lesioni cerebrali, inoltre, l’interruzione improvvisa delle cure farmacologiche così come l’intossicazione alcolica, rischia di innescare nei soggetti epilettici un attacco o una serie di crisi tonico-cloniche che si prolungano in modo anormale (più lunghe di trenta minuti) e possono determinare insufficienza respiratoria, postumi neurologici e intellettivi e persino la morte.