Scienza Maledetta

Josef Mengele (1911-1979): l’Angelo della Morte

Josef Mengele, nel campo di concentramento di Auschwitz, portò la teoria razziale nazista ad un livello superiore per giustificare un ampio spettro di inumani esperimenti su ebrei e rom, molti di essi bambini. Molti di coloro che furono sottoposti agli esperimenti di Mengele morirono come conseguenza delle torture o, non meno di frequente, furono assassinati per velocizzare le procedure autoptiche.

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Biografia

Josef Mengele nasce il 16 marzo 1911 a Günzburg (Germania). Nel 1935, consegue un dottorato in antropologia fisica presso l’Università di Monaco. Poco tempo dopo consegue inoltre un dottorato in Medicina Genetica. Il mondo della medicina che conta lo accoglie nel gennaio del 1937, quando diventa assistente del Dr. Otmar Von Verschuer presso l’Istituto di Biologia Ereditaria e Igiene Razziale [dont’t ask! – N.d.A.] di Francoforte. Verschuer è uno scienziato di spicco , noto per le sue ricerche sui gemelli. È probabilmente la collaborazione con il dottore a dare origine all’ossessione per i gemelli del futuro gerarca nazista.

Mengele aderisce al Partito nazista nel 1937. Si laurea in medicina nel 1938, lo stesso anno in cui si unisce alle SS. Arruolato nell’esercito nel giugno 1940, successivamente si offre volontario per il servizio medico delle Waffen-SS (SS armate).

Il percorso esatto che lo porta ad Auschwitz non è univocamente documentato. Si sa per certo che che lavora come medico specialista presso l’Ufficio Principale della Razza e degli Insediamenti nell’estate 1940 presso l’Ufficio centrale per l’Immigrazione nord-est nell’attuale Poznan. Successivamente diventa ufficiale medico della divisione SS “Wiking” (SS Pioneer Battalion V), ed è in questa occasione che conosce la guerra, la guerra reale.

Nel Gennaio del 1943 rientra in Germania a seguito di un ferimento in battaglia. Torna a lavorare col suo ex mentore von Verschueral presso il Kaiser Wilhelm Institute (KWI) per Antropologia, Genetica umana ed Eugenetica. Nell’aprile del 1943, viene promosso al grado di Capitano delle SS.

La prestigiosa promozione gli apre le strade di Auschwitz, il 30 maggio 1943, sotto il comando del Capitano delle SS Dr. Eduard Wirths.

Si crede comunemente che Josef Mengele fosse il medico con il più alto grado nel campo di concentramento. In realtà responsabile medico di Auschwitz era il già citato Wirths. Non solo, durante il periodo in cui Mengele vi ha operato c’erano almeno altri trenta medici di pari grado.

Gli anni di Auschwitz: l’Angelo Della Morte

Ci si potrebbe chiedere cosa ci facciano ben trenta medici in un campo di concentramento all’interno del quale il benessere e la salute di ebrei e rom vale meno di zero. Il compito principale di un medico nella quotidianità di Auschwitz non è infatti curare o salvare vite bensì occuparsi della procedura di selezione dei nuovi arrivi.

La selezione avviene in occasione della deportazione verso Auschwitz. Ai medici, tra cui Mengele, è affidato il compito di decidere, uhm, scientificamente?, chi può vivere e successivamente essere destinato a lavorare e chi invece verrà mandato direttamente alle camere a gas.

A Mengele viene assegnata la zona “gypsy” di Birkenau. In quest’area il medico prende la selezione con estrema serietà. È in questo periodo che si guadagna il soprannome di “Angelo della Morte“. La sua dedizione gli vale, nel Novembre del 1943, la promozione a Capo Medico del campo di Auschwitz II (Birkenau). Opera comunque sotto la responsabilità del Dr. Eduard Wirths.

La nomea di Angelo della Morte, contrariamente a quanto si pensa, nasce dal periodo in cui Mengele è attivo nella selezione dei nuovi arrivi ad Auschwitz e non per gli esperimenti inumani che condurrà su bambini e gemelli.

Gli esperimenti medici di Mengele ad Auschwitz

Gli esperimenti condotti da Mengele furono molto ampi e specializzati; erano finalizzati a “perfezionare la razza maestra” e per determinarne le cause dei difetti. La ricerca del Dr. Josef Mengele sui gemelli e altri detenuti di Auschwitz si basava sulla genetica. O meglio, su ciò che era considerata scienza della “genetica” ai tempi.

Il dottor Josef Mengele inizia le sue ricerche nel maggio del 1943. Gli esperimenti di Mengele sono finanziati attraverso una sovvenzione da parte del Consiglio tedesco della ricerca.

Mengele è affascinato dagli occhi e dal colore dell’iride. In particolare la condizione denominata eterocromia, in cui il soggetto presenta occhi di colore differente. Mengele tenta di ideare procedure di cambiamento genetico il colore degli occhi delle cavie umane iniettando colorante nei loro occhi. Con l’unico risultato di provocare infezioni dolorose e persino la cecità. Dopo il decesso di una vittima, è solito cavare gli occhi e conservarli nel suo ufficio; nominalmente, per consegnarli a Karin Magnussen, una biologa attiva nelle ricerche sulla pigmentazione degli occhi.

Più di tutto è quasi ossessionato da gemelli, nani, storpi e da quelli che chiama “esemplari esotici“. Inizialmente, Mengele mostra un affetto speciale, quasi paterno, per i gemelli più giovani. Offre loro cure speciali, come cibo e vestiti extra e permette loro di tenere i capelli.

Perché Mengele era così interessato ai gemelli?
Cronache, un po’ sbrigative, del tempo e molte di quelle attuali attribuiscono o quantomeno suggeriscono l’ossessione del medico per i gemelli come un interesse personale, al pari di un feticismo.
In realtà fu l’imprinting del suo mentore, Verschuer, già negli anni ’30 a orientarlo verso la ricerca scientifica sui gemelli: ai tempi, infatti, erano visti come gli strumenti ideali per valutare i fattori dell’eredità umana e dell’ambiente. Mengele e il suo mentore eseguirono una serie di protocolli di ricerca legittimi (o meglio, che avevano una benché minima parvenza di etica) usando gemelli come soggetti di prova negli anni ’30.

Giunto ad Auschwitz, Mengele può contare su un vastissimo parco di cavie umane su cui fare sperimentazione. Senza neanche l’obbligo morale di dover badare a principi di umanità o seguire il principio fondamentale del medico: “Non fare del male (Don’t Do Harm)“.

I bambini di Mengele

I bambini, oltre 3000, che Mengele utilizzò per i suoi esperimenti rappresentano una pagina tanto oscura quanto caratterizzante di Auschwitz-Birkenau da avere una voce dedicata su Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Bambini_di_Mengele

Su iniziativa del medico, viene creato un Kindergarten, una sorta di asilo diurno all’interno del quale bambini selezionati, per lo più di etnia rom, possano giocare e rimanere relativamente isolati dagli orrori del campo. Il problema è che le condizioni igieniche sono disastrose, i pasti serviti sono scarsi e i bambini spesso contraggono malattie associate alla malnutrizione. Quella più diffusa è la stomatite gangrenosa.

L’ipotesi di Mengele, facendo il più classico dei calcoli: 2+2, è che essendo i bambini rom e ammalandosi quasi tutti di questa patologia, questa sia di origine genetica. Nessuna cura è, ovviamente, prevista per i bambini, di cui viene osservata la progressione della malattia fino a che, stremati e consumati, vengono inviati alle camere a gas.

Il kindergarten viene dismesso nel Maggio del 1944 ed è da questo momento che l’attenzione si sposta sui gemelli ebrei.

Memore dell’esperienza precedente, Mengele si assicura che i gemelli selezionati per i suoi studi, pur staccati definitivamente dalle famiglie di origine (eccezion fatta per i neonati), vengano nutriti e puliti decorosamente. Quelle che, di fatto, non sono che semplici cavie, occupano la “Baracca 10“, che rispetto alle condizioni disumane in cui vivono i deportati, può quasi considerarsi un’isola felice di Auschwitz.

Non tragga in inganno il trattamento riservato ai gemelli e il fatto che Mengele, talvolta, si intrattenga amichevolmente con loro offrendo caramelle e tenendoli ben al riparo dai lavori forzati: come tutti, al campo, sono esseri umani sacrificabili in nome della scienza.

Gli esperimenti, quotidiani, sui gemelli sono cruenti. Ogni centimetro del loro corpo viene misurato ed esaminato. Vengono effettuati confronti tra due gemelli per determinare i tratti ereditari e, occasionalmente, Mengele esegue trasfusioni di sangue da un gemello a un altro.

Dato che gli “ariani” hanno prevalentemente gli occhi azzurri, vengono condotti esperimenti con gocce chimiche o iniezioni di pigmento nel tentativo di produrli artificialmente.

Le procedure “scientifiche” sono incredibilmente dolorose, causando infezioni e persino la cecità.

Vengono fatte iniezioni di farmaci ed eseguiti prelievi spinali senza anestesia. Un gemello può essere intenzionalmente infettato da una malattia, mentre l’altro no. Alla morte di uno, viene ucciso anche l’altro e fatta un’autopsia per identificare le differenze. Anche le amputazioni e gli espianti di organi sono effettuati senza anestesia.

Degli oltre 3000 bambini che finiscono nel laboratorio di Mengele, tra il 1943 e il Gennaio del 1945, ne sopravvivono solo 200.


La chiusura di Auschwitz, la fuga e la morte

Contrariamente a molti altri esperimenti -spesso persino più disumani- fatti dai nazisti, gli studi di Mengele non portarono a nulla.

Antiscientifici nelle premesse, nella pratica e nelle conclusioni tratte: solo inutile sadismo, perpetrato in nome della Scienza e della razza Ariana.

Mengele, 1956

I prigionieri del campo di concentramento di Auschwitz vengono liberati nel Gennaio 1945 dalle truppe sovietiche, il campo viene definitivamente chiuso e Josef Mengele dichiarato criminale di guerra.

Con la probabile complicità di un camerata di stanza in Alto Adige si assicura un passaporto falso recante il nome: “Helmut Gregor” e, sfuggendo ai servizi segreti israeliani, statunitensi e tedeschi, nel 1949 si imbarca a Genova, direzione Paraguay.

Dopo qualche anno, allertato dall’avvocato di famiglia, si sposta dal Paraguay all’Argentina, per poi vivere gli ultimi anni della sua vita in Brasile.

Muore nel 1979, mentre sta nuotando tranquillamente. In quel periodo si fa chiamare: “Wolfgang Gerhard“. E’ solo nel 1992 che, riesumata la salma e fatto l’esame del DNA, si giunge alla conclusione, certa al 99,69%, che sia realmente Josef Mengele.

Che non ha mai pagato per i suoi crimini.

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Pavel Fucsovic
Pavel Fucsovic
Nato in Croazia ma naturalizzato Italiano, Laureato in Scienze Motorie e raffinato scrittore di brevi racconti. Collabora anche con testate web locali del Nord-Est. ------ Note biografiche disponibili nella pagina Redazione | Tutti gli articoli, ove non espressamente specificato, sono sottoposti a Revisione Scientifica e Fact Checking.
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