Scienza Maledetta

[1970] Septal Stimulation for the initiation of heterosexual behaviour in a homosexual male

La traduzione in italiano del titolo dello studio a firma Charles E. Moan e Robert G. Heath suona come: “Stimolazione dell’area settale (del cervello) per l’iniziazione di comportamenti eterosessuali in un uomo omosessuale” e fa riferimento ad un esperimento del 1970 che vide coinvolti lo psichiatra americano Robert G. Heath, co-autore dello studio, e un anonimo paziente omosessuale di 24 anni, cui si riferisce con il nome: B-19

Prima di iniziare la lettura, un breve avviso.

Solitamente le storie della categoria “Scienza Maledetta” non richiedono meno di 24/48 ore a consultare fonti e reference, spesso incrociandone i dati al fine di conferire alla narrazione non solo coerenza temporale, ma anche adesione ai fatti. In questo caso l’unica fonte descrittiva dell’esperimento è il paper medesimo: “Septal stimulation for the initiation of heterosexual behavior in a homosexual male“, la cui lettura integrale è disponibile su vdocuments.site.

Robert Galbraith Heath (1915-1999) fu realmente uno psichiatra la cui carriera fu caratterizzata dallo studio della stimolazione cerebrale, non solo al fine di cambiare orientamento sessuale dei pazienti, ma anche per tentare modificazioni del carattere e guarire dall’ epilessia i suoi pazienti.

Università di Tulane, New Orleans, anni 70

La scoperta dell’area settale come ‘distretto del piacere’ del cervello è accreditata a Peter Millner e  James Olds. Anche se causata da un errore tecnico (come candidamente ammisero i due ricercatori), diede una svolta epocale per lo studio del cervello e dei diversi stimoli associati alle diverse aree che lo compongono.

Fonte: http://alfre.dk/the-pleasure-center/

Nel loro più celebre esperimento, che fu documentato nel paper: “Positive Reinforcement Produced by Electrical Stimulation of Septal Area and Other Regions of Rat Brain.” (1954), Millner e Olds impiantarono dei fili elettrici nelle aree settali del cervello di un topo e mostrarono che quando si rendeva conto di potersi auto-stimolare premendo una leva, la scuoteva manualmente fino a duemila volte all’ora.

La storia è interessante e in un certo senso affascinante, e può essere letta qui: The Pleasure Center (HTML Eng)


Negli anni ’70, lo psichiatra Robert G. Heath sarebbe anche una personcina a modo, se non fosse per un paio di convinzioni strampalate che gli frullano per la testa. La prima è che tutte le malattie mentali possono essere curate “fisicamente”, nello specifico con la stimolazione cerebrale profonda (Deep Brain Stimulation); la seconda è che l’omosessualità è una malattia mentale.

Che poi, certi pregiudizi, per quanto aberranti e, si spera, ormai quasi definitivamente sconfitti dalla storia, dalla scienza e dal buon senso, finché rimangono innocui nella testa del singolo, magari solo scarabocchiati su un foglietto sulla cattedra, che male possono fare?

Molto. Specie se sei B-19, il 24 enne che il dottore prese in cura, un ragazzo con alle spalle una famiglia a dir poco disfunzionale, con manie suicide, una forma di epilessia, e tendenza all’abuso di droghe. E omosessuale. La cavia ideale per Heath.

L’esperimento

L’esperimento fu condotto nel Dipartimento di Psichiatria e Neurologia dell’Università di Tulane, che Heath stesso aveva fondato nel 1949.

Heath inserì elettrodi isolati da uno strato di teflon nell’area settale di B-19 e iniziò a somministrare stimolazioni elettriche in quantità controllate. La reazione di B-19 fu un rapido aumento del desiderio sessuale.

Successivamente Heath modificò il dispositivo affinché fosse B-19, direttamente, ad auto-stimolarsi a suo piacimento. Proprio come i topi di Millner e Olds, B-19 divenne rapidamente e pericolosamente ossessionato dalla “macchina del piacere”, arrivando ad inviarsi 1500 stimoli in una sessione di tre ore. Un entusiasmo talmente intenso che Heath e il suo assistente dovevano spegnere il dispositivo. A forza. Tradotto: B-19 impediva loro di avvicinarsi al macchinario e scollegarlo.

Le sessioni duravano tre ore, e oltre alle stimolazioni, venivano sottoposte a B-19 immagini di sesso eterosessuale, che non scalfivano minimamente il piacere autoindotto della cavia. Al termine delle sessioni B-19 protestava sempre affinché venissero prolungate di almeno qualche stimolo. Lo scontro fisico era ormai la norma.

Il risultato era che B-19 era diventato, di fatto, dipendente dagli stimoli sessuali; fu solo dopo averne avuta la certezza che lo psichiatra si giocò l’asso di briscola: al culmine del bisogno sessuale della cavia fece entrare nello studio una giovane e avvenente prostituta di 21 anni.

Incredibilmente il ragazzo, che evidentemente non aveva mai avuto rapporti etero (e presumo neanche gli importasse) ebbe un rapporto sessuale con la donna, un amplesso che il dottore [che si era assicurato il privilegio di assistere in prima fila… sempre in nome della Scienza! N.d.R.] definì “responso orgiastico altamente soddisfacente“.

Quindi B-19 divenne etero?

Assolutamente NO. Concluso l’esperimento, B-19 decise di unire “il meglio dei due mondi“, diventando assiduo consumatore di sesso a pagamento. Con uomini.

Heath sostenne che il ragazzo, nei periodi immediatamente successivi all’esperimento intraprese una relazione, che durò 10 mesi, con una donna sposata.

Anche se successive review dell’esperimento non solo criticano le modalità con cui fu condotto ma anche i dati estrapolati dallo psichiatra (solito problema: enfatizzi ciò che dimostra la tua tesi, ignori ciò che la smentisce), Heath per il resto della carriera proseguirà negli studi della stimolazione cerebrale a fini di cura delle malattie mentali.

Pavel Fucsovic
Pavel Fucsovic
Nato in Croazia ma naturalizzato Italiano, Laureato in Scienze Motorie e raffinato scrittore di brevi racconti. Collabora anche con testate web locali del Nord-Est.