Salute e Dintorni

[Ricerca] Quale rapporto esiste tra aumento dell’obesità e mortalità cardiovascolare?

Perché sono in aumento i tassi di mortalità cardiovascolare

Un nuovo studio accende un segnale di allarme sul CVD, la mortalità a seguito di malattie cardiovascolari.
Le popolazioni sono dunque nuovamente a rischio di morte prematura a causa di eventi come ictus e malattie cardiache.
Una netta inversione di tendenza.
Durante l’ultimo secolo e mezzo, si era potuto assistere ad un sostanziale declino della CVD nei paesi ad alto reddito, sostenuto da un tasso crescente di longevità.
Tuttavia, recenti prove suggeriscono che questo declino a lungo termine potrebbe essere ristagnato e persino invertito nelle popolazioni più giovani.
È quanto è risultato dalle conclusioni del Prof. Alan Lopez e Tim Adair, dell’Università di Melbourne a Parkville, in Australia, nello studio:
Is the long-term decline in cardiovascular-disease mortality in high-income countries over? Evidence from national vital statistics.” pubblicato sull’International Journal of Epidemiology.

Le tendenze dei fattori di rischio

Il metodo di studio ha impiegato le statistiche demografiche pubblicate nel database sulla mortalità dell’Organizzazione mondiale della sanità a partire dall’anno 2000 per 23 paesi ad alto reddito.
I Paesi selezionati sono stati:

Spagna, Stati Uniti, Finlandia, Australia, Italia, Francia, Svizzera, Austria, Germania, Paesi Bassi, Svezia, Belgio, Grecia, Canada, Irlanda, Norvegia, Nuova Zelanda, Regno Unito, Danimarca, Israele, Repubblica di Corea, Giappone e Singapore.

I tassi di mortalità per CVD standardizzati per età sono stati calcolati e valutati usando la regressione LOWESS.
I risultati sono stati confrontati con lo studio Global Burden of Disease (GBD).

Recenti prove dai sistemi nazionali di statistica demografica in questi paesi suggeriscono che il declino a lungo termine della CVD e in particolare la mortalità per malattie cardiache potrebbe essere stagnante, con tassi persino in aumento in alcune popolazioni, in particolare a età [inferiore a] 75 anni.
Sono state le osservazioni dei Prof. Alan Lopez e Tim Adair.

Dove sono in aumento
i tassi di mortalità cardiovascolare

Sono risultati negativi i dati di 12 Paesi.
In Nord America (maschi e femmine statunitensi, femmine canadesi), il tasso di mortalità per CVD è addirittura aumentato nell’ultimo anno (2018).
Le stime dello studio GBD, dopo aver corretto le diagnosi errate, avevano suggerito un’inversione ancora più allarmante nel 2017, con i tassi di mortalità per CVD in aumento in 7 paesi, per almeno un sesso.

L’incidenza dell’obesità sulla CVD

La teoria dei ricercatori è legata ai tassi crescenti di obesità, che coincidono con le tendenze nella mortalità per ictus e malattie cardiache.
Lo stile di vita sedentario contemporaneo gioca un ruolo significativo nell’obesità.
Il prof. Lopez sottolinea che:

Foto di Steve Buissinne da Pixabay

In Australia, quasi un terzo degli adulti è obeso. […] Questi aumenti dei livelli di obesità significano che una parte significativa della popolazione è stata esposta ai rischi di malattie cardiovascolari associati al sovrappeso per diversi decenni.

Solo l’Italia e Francia hanno registrato i numeri più basso di casi di obesità tra i 23 paesi oggetto di studio, evidenziando la presenza di altri rischi ad incidenza sulla CVD: fumo, ipertensione e colesterolo alto.

Per evitare perdite future di anni sull’aspettativa di vita, Tim Adair sottolinea l’importanza di investimenti significativi nei vari Paesi sulle misure preventive e consultive a favore di scelte salutistiche dei cittadini: dall’attività fisica, al miglioramento della dieta, fino alla riduzione dell’obesità.

Lucia Fava
Lucia Fava
Copywriter ed esperta di social media marketing, è la responsabile del coordinamento con i revisori scientifici. Si occupa di ricerca fonti e fact checking.