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La cannabis sostituirà gli oppioidi?

Gli oppioidi come cura antidolorifica

Gli oppioidi sono tra gli antidolorifici più prescritti dai medici per curare il dolore cronico. Se impiegati nel modo corretto possono essere molto efficaci nel controllo di alcuni tipi di dolore.
La loro azione consiste nel legarsi ai recettori delle cellule nervose in più parti del corpo, bloccando così i segnali del dolore che viaggiano nel cervello.
Gli oppioidi, però, tendono a perdere la loro azione, o richiedono dosi più elevate, nei casi di dolore di tipo nervoso.
Sono, inoltre, riconducibili alla loro somministrazione 3 tipi di effetti collaterali:

  • uno dei più frequenti è la costipazione (di tipo lieve o da trattare con farmaci);
  • segue la sonnolenza, che tende a migliorare nel tempo man mano che ci si abitua al farmaco;
  • la nausea è un altro effetto collaterale che può essere difficile da trattare e può richiedere il passaggio ad un altro oppioide.

Da trattare come punto a sé è il problema della dipendenza.
Il National Institute on Drug Abuse ha stimato che ogni giorno più di 130 persone negli Stati Uniti muoiono dopo il sovradosaggio di oppioidi.
L’uso improprio e la dipendenza da oppiacei – inclusi antidolorifici , eroina e oppiacei sintetici come il fentanil – è una grave crisi nazionale che colpisce la salute pubblica e il benessere sociale ed economico.

L’alternativa (naturale) agli oppiodi

Gli scienziati nel 1980 hanno identificato le molecole cannflavina A e cannflavina B.
Sono flavonoidi prenilati unici della Cannabis sativa.
Entrambe queste molecole della canapa non sono psicoattive. La loro azione è in grado di colpire l’infiammazione direttamente alla fonte.

Le cannflavine mostrano un’attività antinfiammatoria che è trenta volte superiore a quella dell’aspirina: caratteristica che le rende antidolorifici ideali e preferenziali.

Oltre ai componenti psicoattivi, che sono tipicamente associati alla Cannabis sativa, esistono numerosi altri metaboliti specializzati in questa pianta che si ritiene contribuiscano alla sua versatilità medicinale.

Il prof. Akhtar sostiene a proposito della sua ricerca:

Il nostro obiettivo era capire meglio come sono fatte queste molecole, che è un esercizio relativamente semplice al giorno d’oggi […] Esistono molti genomi sequenziati disponibili pubblicamente, incluso quello della Cannabis sativa, che può essere estratto per informazione. Se sai cosa stai cercando, puoi dare vita ai geni, per così dire, e mettere insieme come vengono assemblate molecole come le cannflavine A e B.

La strada è aperta alla produzione di flavonoidi

ll team specializzato in biochimica del prof. Akhtar ha identificato le vie metaboliche che portano alla sintesi di questi flavonoidi, pubblicandole nella ricerca: “Biosynthesis of cannflavins A and B from Cannabis sativa L”, sulla rivista Phytochemistry .
Purtroppo, al momento la presenza dei flavonoidi all’interno della cannabis è di entità insufficiente per portare allo sviluppo di un nuovo antidolorifico naturale.

[…] Non è possibile provare a progettare la pianta di cannabis per creare più di queste sostanze

ha affermato il Prof. Steven Rothstein, del Dipartimento di biologia molecolare e cellulare.
I ricercatori hanno contattato la società Anahit International Corp.L: la cooperazione dovrebbe portare la ricerca un passo avanti:


Anahit non vede l’ora di lavorare a stretto contatto con i ricercatori dell’Università di Guelph per sviluppare farmaci antinfiammatori da sostanze fitochimiche di cannabis efficaci e sicuri che fornirebbero un’alternativa ai farmaci antinfiammatori non steroidei

afferma Darren Carrigan, Chief Operating Officer di Anahit.
Qualora la collaborazione avesse un esito positivo, il nuovo antidolorifico potrebbe finalmente scongiurare il rischio di dipendenza legato ad oggi agli oppiacei.

Lucia Fava
Lucia Fava
Copywriter ed esperta di social media marketing, è la responsabile del coordinamento con i revisori scientifici. Si occupa di ricerca fonti e fact checking. ------ Note biografiche disponibili nella pagina Redazione | Tutti gli articoli, ove non espressamente specificato, sono sottoposti a Revisione Scientifica e Fact Checking.