Salute e Dintorni

Quanto incide la vitamina A nella prevenzione del cancro alla pelle?

Il ruolo della vitamina A

Con il termine vitamina A si indicano il retinolo e i retinoidi, di cui si conoscono, naturali o sintetici, almeno 1.500 tipi diversi.

La vitamina A, o retinolo, fa parte delle vitamine liposolubili, quelle cioè che possono essere accumulate nel fegato: il nostro corpo le conserva e le rilascia a piccole dosi quando sono necessarie.
Una dieta equilibrata ne prevede l’assunzione sia in fase di sviluppo, sia in fase di crescita per gli ottimi benefici che ne traggono:

  • la vista, poiché insieme ai carotenoidi, fa parte dei componenti della rodopsina, la sostanza presente sulla retina che dà all’occhio la sensibilità alla luce;
  • la pelle, per mantenerla giovane ed elastica nel tempo;
  • le unghie, i capelli e lo smalto dei denti, a supporto nelle fasi di crescita e mantenimento;
  • le ossa, soprattutto per il loro rafforzamento negli anni.

Il legame tra Vitamina A e
carcinoma cutaneo a cellule squamose

Il carcinoma cutaneo a cellule squamose è la seconda forma più comune di cancro della pelle. I nuovi casi diagnosticati dai medici sono oltre 1 milione ogni anno solo negli Stati Uniti.
Questi i dati dell’organizzazione Skin Cancer Foundation.

Per definire con maggior certezza se l’assunzione di vitamina A (e carotenoidi) possa fornire benefici nella lotta alla prevenzione del cancro della pelle hanno avviato una ricerca più Istituti e Dipartimenti: la Warren Alpert Medical School, la Brown School of Public Health, la Harvard Medical School, e l’Università di Inje.
La rivista Jama Dermatology ne ha pubblicato i risultati: “Association of Vitamin A Intake With Cutaneous Squamous Cell Carcinoma Risk in the United States”.

Lo studio ha previsto un periodo di follow-up di oltre 26 anni, con questionari sull’assunzione di vitamina A (da fonti alimentari) ogni 4 anni, su una coorte di 48.400 uomini e 75.170 donne arruolati negli Stati Uniti.
Tutti i partecipanti erano iscritti allo Studio di follow-up dei professionisti della salute, con un’età media compresa tra i 50 anni per le donne e i 54 per gli uomini.

I casi documentati di tumore alla pelle sono stati di 3.978 casi di tumore della pelle tra i partecipanti di entrambi i gruppi.

In questo ampio studio prospettico su donne e uomini statunitensi, abbiamo scoperto che un maggiore apporto di vitamina A, retinolo e diversi singoli carotenoidi, tra cui beta criptoxantina, licopene, luteina e zeaxantina, era associato a un minor rischio di [carcinoma a cellule squamose]

riportano i ricercatori nei risultati pubblicati.

Zucche, alimenti ricchi in vitamina A

Limiti

La ricerca ha tuttavia presentato due limiti:

  • omogeneità della coorte: tutti i partecipanti erano di etnia caucasica, professionisti della sanità, pertanto istruiti. Un nuovo studio, condotto su una coorte più eterogenea, sarebbe auspicabile.
  • conflitto di interesse: un autore dello studio è stato consulente per le società le società farmaceutiche Janssen, Merck, Novartis e Pfizer e per le biofarmaceutiche AbbVie e Amgen. Lo stesso per i Centers for Disease Control and Prevention (CDC).

Limiti e considerazioni finali della ricerca

Considerazioni finali

I ricercatori considerano la ricerca condotta, nonostante i vizi di forma, un buon punto di partenza.

Concludono che i loro risultati, finora:

supportano ulteriormente la tesi che la vitamina A supplementare e dietetica può essere utile nel prevenire [carcinoma a cellule squamose].

Lucia Fava
Lucia Fava
Copywriter ed esperta di social media marketing, è la responsabile del coordinamento con i revisori scientifici. Si occupa di ricerca fonti e fact checking.