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Kalonji (Cumino Nero, Nigella Sativa) e perdita di peso. Facciamo chiarezza

I semi della pianta Kalonji, anche detta Nigella Sativa o Cumino Nero, vantano una lunga tradizione nella medicina orientale come cura di una lunga serie di patologie, dal diabete all’artrite, dalle affezioni dell’apparato digerente al dolore cronico. Negli ultimi tempi, tuttavia, per motivi non meglio precisati, il cumino nero si sta ritagliando una discreta popolarità come integratore di supporto alle diete finalizzate alla perdita di peso. Popolarità (leggasi: successo commerciale), come sempre, almeno parzialmente esagerata. Nell’articolo che segue ne analizzeremo gli studi scientifici finora a disposizione.

Il Kalonji -o qualsiasi altra delle sue denominazioni- fa dimagrire?

Le attuali ricerche scientifiche su volontari umani (e sapete che su questo siamo intransigenti) sembrerebbero promettenti, ma come sempre c’è un “MA” dietro risultati in apparenza clamorosi.

Il meccanismo attraverso cui il cumino nero favorirebbe la perdita di peso o il dimagrimento è ignoto. Si suppone che abbia a che fare con l’espressione di geni associati alla soppressione dell’appetito o del dimagrimento.

Stranamente, contrariamente a molte altre sostanze, gli studi su volontari umani non mancano. Ma sono pressoché tutti minati da forti limitazioni.

Ad esempio nella revisione di studi (11 studi, 783 partecipanti) : “The effects of Nigella sativa L. on obesity: A systematic review and meta-analysis” si è effettivamente notato uno statisticamente significativo dimagrimento e riduzione del girovita dei partecipanti, ma in ogni studio la somministrazione di kalonji era SEMPRE abbinata ad esercizio fisico e significativi cambiamenti dello stile di vita. Ergo? Non è stato possibile ISOLARE l’effettivo impatto del consumo di cumino nero e i suoi effetti.

Altre revisioni, come questa (13 studi, più di 800 partecipanti in totale): “Effect of Nigella sativa supplementation on obesity indices: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials” ha stimato una significativa perdita di peso ma pressoché nulla riduzione della circonferenza del girovita.

Per quanto ne sappiamo al momento, il Kalonji, POTREBBE essere un integratore utile in circostanza di dieta e vita più attiva, ma non si hanno prove di un suo impatto “in sé”.

Infine, abbiamo il seguente studio: “Effects of Nigella sativa oil with a low-calorie diet on cardiometabolic risk factors in obese women: a randomized controlled clinical trial” al termine del quale le volontarie, obese, cui era stato somministrato cumino nero (3 grammi), hanno effettivamente misurato una riduzione di peso media di 2,1 Kg e una diminuzione del girovita di 3,1 cm, ma non sono registrati dati sull’attività fisica (eventuale) delle volontarie durante la ricerca.

In Conclusione

Il cumino nero (o kalonji, o nigella sativa), beneficia negli ultimi mesi di un marketing compulsivo, volto a spingerlo come integratore essenziale per il dimagrimento e il superamento della “prova costume”. Gli studi scientifici ad oggi disponibili, su volontari umani — no studi animali, no studi in vitro— lo attestano come quantomeno “promettente”, ma non ne suggeriscono il sicuro acquisto e di certo non certificano la sua efficacia.

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Lucia Del Neri
Lucia Del Neri
La decana del sito. Oltre che a pubblicare direttamente, si occupa della prima revisione dei contributi inviati dai redattori esterni. ------ Note biografiche disponibili nella pagina Redazione | Tutti gli articoli, ove non espressamente specificato, sono sottoposti a Revisione Scientifica e Fact Checking.
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