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[Studio] Iscriversi in palestra dopo i 60 anni? Assolutamente SÌ!

Se avete superato i 60 anni e pensate che il fitness sia roba da giovani, o che riguardi solo sportivi e persone già allenate, un nuovo studio pubblicato su Oxford Academic l’8 Novembre 2018 è pronto a spazzare ogni vostro pregiudizio. Non è mai troppo tardi per iscriversi in palestra!

Lo studio. “Changes in exercise frequency and cardiovascular outcomes in older adults“, consultabile full-text in lingua inglese, conclude, in buona sostanza che l’attività fisica abbassa dell’11% le possibilità di patologie del sistema cardiovascolare in soggetti over 60.

Oppure, potete persistere nei vostri pregiudizi: la totale mancanza di attività fisica aumenta del 27% le possibilità di patologie cardiache.

Scelta vostra. Come sempre.

Le finalità dello studio nascono dalla scarsa conoscenza che si ha delle eventuali associazioni tra attività fisica (soprattutto, nella variazione di intensità dell’attività fisica) da moderata a vigorosa e malattie cardiovascolari. In particolar modo nei soggetti di età avanzata, generalmente poco proattivi ad impegnarsi in attività fisiche intense. Le associazioni che lo studio ha cercato di isolare riguardano l’attività fisica intensa e le malattie cardiovascolari.

Base dati

I ricercatori hanno esaminato una coorte di oltre 1 milione di uomini e donne di età pari o superiore a 60 anni sottoposti a due controlli sanitari consecutivi da parte del Servizio nazionale di assicurazione sanitaria della Corea dal 2009 al 2010 e dal 2011 al 2012.

Durante ciascuno dei controlli, i partecipanti hanno risposto a questionari inerenti lo stato di salute e il livello di attività fisica. I ricercatori hanno calcolato la quantità di esercizi fisici moderati e vigorosi che i partecipanti hanno fatto ogni settimana e ogni variazione dello stato di salute identificabile dai dati sanitari.

Poco più del 20 percento degli anziani inattivi al primo controllo aveva aumentato l’intensità dell’attività fisica al secondo controllo. Queste persone hanno avuto un rischio ridotto dell’11% di malattie cardiovascolari.

La chiave è aumentare, in qualche modo, la propria attività fisica

Anche i soggetti disabili o affetti da condizioni croniche, che passavano dall’essere inattivi ad essere moderatamente o vigorosamente attivi almeno tre volte alla settimana hanno ridotto significativamente il rischio di problemi cardiovascolari.

Le persone con disabilità presentavano il 16% di riduzione del rischio di malattia e quelle con diabete, ipertensione arteriosa o livelli elevati di colesterolo, avevano ridotto il rischio fino al 7%.

Tuttavia, il 54% dei partecipanti che aveva dichiarato di essersi esercitato almeno cinque volte alla settimana al primo screening era diventato inattivo al momento di effettuare secondo. Questi individui avevano visto aumentato il rischio di problemi cardiovascolari del 27%.

Limitazioni dello studio

Due limitazioni, ovvie, impediscono di trarre conclusioni certe e definitive dallo studio.

La prima, va da sé, attiene alla natura del tipo di studio: è uno studio osservazionale, pertanto non avendo controllo sulle variabili può solo indicare alcuni indizi e ispirare ulteriori ricerche.

La seconda debolezza dello studio è che attiene a dati estrapolati da questionari compilati dai volontari, quindi autovalutazioni, fisiologicamente soggette ad errore.

Detto questo, e pur auspicando ulteriori ricerche in questa direzione, iniziare a praticare attività fisica anche dopo i 60 anni -e, secondo lo studio, anche un passaggio da “niente” a “1 ora la settimana” può produrre significativi benefici, rimane un consiglio universale.

Ovviamente, sempre informando il medico curante dell’intenzione di iniziare a frequentare una palestra (tanto non avete scelta, in ogni palestra italiana richiedono il certificato medico!).

John Dimi
John Dimi
Editore e divulgatore scientifico. Oltre che contributor diretto per il sito, si occupa di fact checking e revisione delle bozze. ------ Note biografiche disponibili nella pagina Redazione | Tutti gli articoli, ove non espressamente specificato, sono sottoposti a Revisione Scientifica e Fact Checking.