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DPCM 18/10/20: Palestre – adeguarsi al Protocollo Sicurezza entro una settimana

Un vero e proprio “miracolo di natale” anticipato quello che ha salvato Palestre e Piscine dalla chiusura nel nuovo DPCM integrativo del precedente emanato da Presidente Conte il 18 Ottobre. Chiusura però non esclusa definitivamente: le palestre hanno 1 SETTIMANA di tempo per adeguarsi ai protocolli di sicurezza, pena la serrata generale.

INDICE ARGOMENTI

Per Clienti, frequentatori e Ospiti di palestre e Centri sportivi per l’allenamento individuale.

Per Titolari e gestori di palestre, centri fitness, box, strutture attrezzate per l’allenamento individuale.

Commenti, testimonianze e opinioni di clienti e titolari di palestre.


Quindi: prima di vedere nel dettaglio quali sono le indicazioni per i professionisti da rispettare nei propri locali, un messaggio a tutti i CLIENTI e frequentatori di palestre, centri sportivi, box di crossfit ecc. che, presumibilmente, si incazzerebbero se le palestre dovessero essere oggetto di un futuro lockdown: COLLABORATE.

Per i clienti e/o frequentatori e/o ospiti della palestra:

  1. Igienizzatevi, spesso, le mani. Prima di entrare nei locali, mentre vi allenate, e dopo. Ed evitate di toccarvi compulsivamente bocca, naso, orecchie e zone intime (davanti e dietro) mentre vi allenate.
  2. Non recatevi in palestra se sentite, anche solo minimamente, sintomi influenzali. Anche se NON avete la febbre. Allenarsi comunque, mettendo a rischio se stessi e gli altri, potrebbe pregiudicare futuri allenamenti per MESI.
  3. Pulite e igienizzate gli attrezzi e macchinari, nonché dischi, manubri e bilancieri che avete appena finito di usare. (E NO, assistenti di sala e collaboratori della palestra NON sono pagati per pulire il vostro sudore e chissà cos’altro!)
  4. Scaricate SEMPRE le macchine e attrezzi e riponete correttamente dischi e manubri dopo il loro utilizzo. Al di là che – Covid o meno- non farlo è da CAFONI IGNORANTI, chi viene dopo di voi non è il coglione di turno che deve farlo al posto vostro.
  5. Se vedete qualcuno che non rispetta il punto 3 e/o 4, fateglielo notare, oppure avvisate un operatore della palestra affinché spieghi, cortesemente, a questo SFIGATO come ci si comporta.
  6. Mascherina, quando non state facendo un esercizio. Il ché significa: sempre indosso, per spostarsi all’interno della palestra, per entrare, per uscire. E per “indosso” si intende correttamente indossata, su naso e bocca. Non al collo, non al polso, non in tasca e non sotto l’ascella.
  7. Non scambiate manubri, non alternatevi alle macchine, non condividete asciugamani. Se una macchina è occupata, fate altro. Non esiste allenamento, o scheda, che IMPONGA di fare un certo attrezzo in un determinato momento altrimenti morite o non diventate Mister Olympia (de’ noantri)
  8. Non scambiatevi le siringhe degli steroidi. Oh c’è chi lo fa ancora, nel 2020. E inoltre: borracce, bottigliette, barrette proteiche, asciugamani e biancheria intima (maschile e femminile).
  9. Se possibile, la doccia, fatela a casa. Il calore e il vapore acqueo delle docce è uno strumento eccezionale per veicolare droplets infetti soprattutto tra asintomatici. Anche se la struttura mette a disposizione le docce, cercate il più possibile di lavarvi a casa.
  10. Rimanete a distanza di almeno 2 metri da chi sta esercitandosi. Se vedete qualcuno che sta sputando mezzo polmone sul tapis roulant o sta facendosi venire una sincope alla bench press, evitate di avvicinarvi come a volerlo baciare in bocca per chiedere: “Ti manca ancora molto?“.

Soprattutto: NON ROMPETE LE PALLE AGLI OPERATORI DELLA PALESTRA. Perché non ne possono NULLA.

E’ un periodo difficile per TUTTI, si spera temporaneo, in cui la frequentazione della palestra non può essere esattamente come un tempo. Inutile che vi presentiate in reception gonfiando il petto e sventolando l’abbonamento da 29 euro / mese pensando di avere diritto di vita e di morte su come sono organizzate le attività. Ogni limitazione per voi insopportabile è imposta dal GOVERNO ITALIANO a causa di UN VIRUS, non dipende dal prurito del culo del titolare della palestra che frequentate. E’ sufficientemente chiaro?
Se non vi va bene, tornate a fare flessioni nel tinello come a Marzo!

I dieci punti sopra sono volti ad evitare che le palestre diventino (o siano considerate) focolai di contagio. E che siano sottoposte, tra una settimana, ad una serrata che potrebbe durare MESI. Avete presente le Discoteche?

Quindi ripeto: Collaborate. Siete responsabili al 50% di ciò che verrà deciso dal Governo tra 7 giorni.


Per Titolari e Gestori delle Palestre:

Ora vediamo quali sono le norme del protocollo di sicurezza Anti-Covid a cui le palestre devono adeguarsi per evitare sanzioni e chiusure.

Le norme sono elencate nel dettaglio nel “Protocollo Sanitario COVID-19 palestre” consultabile qui: https://www.testo-unico-sicurezza.com/protocollo-sanitario-covid-19-palestre.html

Gli operatori e i titolari di strutture atte alla pratica di fitness e allenamento indoviduale, leggano, imparino e si comportino di conseguenza. E’ già stato annunciato che NON ci saranno nuovamente i 600 euro/mese per chi rimane chiuso o senza lavoro, quindi: occhio!

  • Predisporre una adeguata informazione tutte le misure di prevenzione da adottare. – Un bel cartello in CAPS LOCK dovrebbe essere sufficiente per la maggior parte dei clienti con un QI almeno a doppia cifra.
  • Redigere un programma  delle attività  il più possibile pianificato (es. con prenotazione) e regolamentare  gli accessi in modo da evitare condizioni di assembramento  e aggregazioni;  mantenere l’elenco delle presenze per un periodo di 14 giorni.
  • Potrà essere rilevata la temperatura corporea, impedendo l’accesso in caso di temperatura > 37,5 °C. Se il cliente pretende l’accesso comunque, chiamate Polizia, Carabinieri, ASL locale e la Neuro.
  • Organizzare  gli spazi negli spogliatoi  e docce in modo  da assicurare le distanze  di almeno  1 metro  (ad esempio prevedere postazioni d’uso alternate o separate da apposite barriere), anche regolamentando  l’accesso agli stessi .
  • Regolamentare  i flussi, gli spazi di attesa, l’accesso alle diverse aree, il posizionamento  di attrezzi e macchine, anche delimitando le zone, al fine di garantire la distanza di sicurezza:  almeno 1 metro per le persone mentre non svolgono  attività fisica oppure  almeno 2 metri durante l’attività  fisica (con particolare attenzione a quella intensa).
  • Dotare     l’impianto/struttura      di    dispenser     con     prodotti     igienizzanti per l’igiene delle mani dei frequentatori/clienti/ospiti  in punti ben visibili, prevedendo l’obbligo dell’igiene delle mani all’ingresso e in uscita.
  • Dopo  l’utilizzo  da  parte  di  ogni  singolo  soggetto,  il  responsabile  della struttura assicura la disinfezione della macchina o degli attrezzi usati. Oppure- scelta consigliata– OBBLIGA il cliente ad essere civile e provvedere come dovrebbe fare sempre e comunque, anche senza COVID-19.
  • Gli attrezzi e le macchine che non possono essere disinfettati  non devono essere usati.
  • Garantire  la frequente pulizia e disinfezione  dell’ambiente,  di attrezzi  e macchine  (anche più volte al giorno  ad esempio tra un turno di accesso e l’altro), e comunque la disinfezione  di spogliatoi  (compresi armadietti)  a fine giornata. – leggasi: SANIFICAZIONE.
  • Avvisare i clienti / frequentatori di Non  condividere  borracce, bicchieri  e  bottiglie  e  non  scambiare  con  altri  utenti  oggetti  quali  asciugamani, accappatoi o altro.
  • Indicare ai clienti/frequentatori di Utilizzare in palestra apposite calzature previste esclusivamente  a questo scopo.
  • Tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli  appositi   armadietti;   si raccomanda  di  non  consentire  l’uso  promiscuo  degli  armadietti   e  di mettere  a disposizione  sacchetti per riporre i propri effetti personali.
  • Favorire il ricambio  d’aria negli ambienti  interni. In ragione dell’affollamento e del tempo di permanenza degli occupanti, dovrà essere verificata l’efficacia degli impianti al fine di garantire  l’adeguatezza  delle portate  di aria esterna secondo le normative vigenti. In ogni caso, l’affollamento  deve essere correlato alle portate effettive di aria esterna. Per gli impianti  di condizionamento,  è obbligatorio,  se tecnicamente  possibile, escludere totalmente  la funzione di ricircolo dell’aria. In ogni caso vanno rafforzate ulteriormente le misure per il ricambio d’aria naturale e/o attraverso l’impianto,  e va garantita la pulizia, ad impianto  fermo, dei filtri dell’aria di ricircolo per mantenere i livelli di filtrazione/rimozione  adeguati. Se tecnicamente possibile, va aumentata  la capacità filtrante  del ricircolo, sostituendo  i filtri esistenti  con filtri di classe  superiore, garantendo  il mantenimento   delle portate.  Nei servizi igienici va mantenuto  in funzione continuata  l’estrattore  d’aria.
  • Tutti gli indumenti e oggetti personali devono essere riposti dentro la borsa personale, anche qualora depositati negli  appositi   armadietti;   si  raccomanda  di  non  consentire  l’uso  promiscuo  degli  armadietti   e  di  mettere  a disposizione  sacchetti per riporre i propri effetti personali.

Commenti, pareri, opinioni?

Scorri in basso la pagina e lascia la tua testimonianza, sia che tu sia un frequentatore delle palestre, che tu sia un titolare o gestore di una struttura.

Ti chiediamo, cortesemente, il rispetto degli altri commentatori e delle altrui opinioni (ad insultare pesantemente gli idioti ci penseremo noi, in caso).

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Stuart Delta
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Gaetano

Ottimo decalogo di comportamento. Che nel 99% non sarà seguito perché in italia si è solo capaci di lamentarsi ma non si fa assolutamente nulla per non essere parte del problema.

ps. A quelli che non scaricano le macchine dopo averle usate dovrebbe essere dato un avviso, alla seconda volta gli dovrebbe essere stracciata la tessera.

G.

Marco T.

Le palestre chiuderanno tra una settimana esatta. Tenerle aperte, minacciando controlli e sanzioni quando “in teoria” tutte le palestre dovrebbero già essere largamente a norma Covid già da Maggio è solo una sottile velata minaccia per chiudere senza troppi rimorsi di coscienza nei confronti di un settore che impiega centinaia di migliaia di operatori che lunedi prossimo, ciao benvenuti alla Caritas.
I frequentatori delle palestre hanno anche loro la bella responsabilità, ma siamo in Italia, patria del non-me-ne-frega…
Cominciate a comprarvi un bel tappetino per fare yoga in cucina va…

Giosuè Marrazzo

Sono titolare di una palestra in Toscana. Già a Maggio ho dotato la struttura di termos scanner all’ingresso, predisposto cartelli per i clienti e spento e coperto con un telo di plastica la metà delle macchine cardio per creare distanza, dispenser di disinfettante ovunque.. ho letto l’elenco delle indicazioni del decreto , direi che non ci sono problemi, ma non sarebbe meglio contingentare gli accessi, esempio max 1 ora a utente dal momento che passa il badge. è difficile fare da sbirro e controllare che i clienti non si assembrino una volta dentro..

admin

Giosuè Considera che il protocollo di sicurezza COVID-19 è stato ideato da un comitato scientifico della cui competenza in merito di virus ed epidemie non dubitiamo affatto. Tuttavia, ciò di cui dubitiamo è la conoscenza di quanto *realmente* accade quotidianamente in una palestra. Sin dalla riapertura delle palestre a Maggio 2020 qui in redazione eravamo concordi che l’unico modo per arginare sia i contagi sia gli assembramenti che lo sviluppo di fococai nelle palestre era il 1) contingentamento (es: massimo X utenti nello stesso momento) e 2) tempo massimo di permanenza all’interno dei locali (es: 1 ora al giorno per… Leggi il resto »