Cirrosi Epatica

La cirrosi epatica è una patologia cronica che si manifesta in seguito al graduale deterioramento della struttura dei tessuti del fegato dovuto a cause quali il virus dell’epatite, l’eccessivo e prolungato consumo di alcolici o farmaci, la fibrosi cistica e alcune malattie autoimmuni. Grave e irreversibile può avere numerose complicazioni e degenerare in cancro al fegato, insufficienza epatica, emorragia del tubo digerente, gonfiore addominale.

La cirrosi è inizialmente asintomatica e si manifesta con un ingrossamento della milza, una colorazione gialla della pelle e delle mucose, eritemi caratteristici detti ‘angiomi stellari’, un arrossamento del palmo delle mani, un edema degli arti inferiori ed una grande debolezza con perdita di peso.

La struttura di un fegato cirrotico si presenta con tessuti epatici distrutti a causa dei ripetuti attacchi e che si rigenerano formando gruppetti di cellule detti ‘noduli rigenerativi’. Nonostante i noduli siano costituiti da cellule funzionanti, essi sono disorganizzati e separati  da setti di tessuto connettivo fibroso che alterano la circolazione sanguigna nel fegato il quale diventa progressivamente incapace di filtrare il sangue efficacemente.

Quando il fegato perde la capacità di svolgere le sue funzioni, siamo in presenza di ‘insufficienza epatica’, sostanzialmente si tratta del risultato della distruzione delle cellule del fegato da parte di vari agenti e, spesso dovuta alla cirrosi e può essere grave al punto da richiedere un trapianto del fegato.

Per diagnosticare la cirrosi ci si affida alla biopsia epatica, una procedura che consiste nell’inserire (in anestesia locale) un ago cavo tra due coste e dentro il fegato per prelevarne un piccolo pezzo da analizzare. L’intervento dura solo una decina di minuti anche se, al termine del prelievo, il paziente viene obbligato a rimanere a letto per alcune ore al fine di scongiurare i rischio di emorragia.