Salute e Dintorni

Quanto è dannosa per la salute la tecnologia 5G? – Conclusioni

L’esposizione alle radiazioni è stata a lungo una preoccupazione per il grande pubblico, i capi di stato e i ricercatori.
A partire dal radar durante la seconda guerra mondiale, l’esposizione umana alle radiazioni a radiofrequenza (RFR) è cresciuta notevolmente nel tempo.

Nel corso di questa disamina sulla connessione di nuova generazione – la 5G – siamo risaliti dalle ricerche e dagli approfondimenti condotti dalla comunità scientifica e medica internazionale, dal 1996 sino ad oggi.
Innumerevoli sono state le pubblicazioni che hanno valutato nuovi dati, commentato i dati precedenti e integrato studi in corso.
Ad esse si sono susseguite anche diverse critiche:

  • sui fondamenti etici nella partecipazione alla ricerca (conflitti di interessi nel team interno dell’EMF)
  • di natura scientifica (mancanza di peer-review per il Rapporto BioInitiative).

Oggi chiudiamo il nostro approfondimento con una ricerca pubblicata il mese scorso e con i consigli rivolti alla salute pubblica.

I rischi connessi all’esposizione alla lunghezza d’onda millimetrica 5G

Il 13 Agosto 2019 un team di scienziati ha pubblicato i potenziali: “Risks to Health and Well-Being From Radio-Frequency Radiation Emitted by Cell Phones and Other Wireless Devices” sul Frontiers in Public Health.
Troviamo fra i ricercatori anche il Dott. Hardell, già attivo nella stesura dei risultati pubblicati nel BioInitiative.

Il servizio wireless di quinta generazione (5G) del settore delle telecomunicazioni richiederà il posizionamento di più antenne /ripetitori cellulari vicino a tutti i destinatari del servizio; infatti, palazzi, fenomeni atmosferici (pioggia) e fogliame bloccano l’onda millimetrica RFR associata.

Le bande di frequenza per 5G sono separate in due diverse gamme di frequenza:

  • la gamma di frequenza 1 (FR1)
    comprende bande di frequenza inferiori a 6 GHz (alcune delle quali sono bande tradizionalmente utilizzate da standard precedenti) ma è stata estesa per coprire potenziali nuove offerte di spettro da 410 a 7.125 MHz;
  • la gamma di frequenza 2 (FR2)
    include bande di frequenza più elevate da 24,25 a 52,6 GHz.
    Le bande in FR2 sono in gran parte lunghezze d’onda millimetriche, hanno una gamma più breve, ma una larghezza di banda disponibile superiore rispetto alle bande in FR1.

specifica la ricerca in oggetto.

[…] Le radiazioni a frequenza più elevata (lunghezza d’onda più corta) associate al 5G non penetrano nel corpo così profondamente come le frequenze delle tecnologie più vecchie sebbene i suoi effetti possano essere sistemici.

La gamma e l’entità dei potenziali impatti delle tecnologie 5G sono in corso di ricerca, sebbene rilevanti effetti biologici siano stati riportati con un’esposizione alla lunghezza d’onda millimetrica.

Questi includono:

  • stress ossidativo;
  • alterazioni dell’espressione genica;
  • effetti sulla pelle;
  • effetti sistemici ad esempio sul sistema immunitario.

Sono in corso nuovi studi per verificare il comportamento dei dotti delle ghiandole sudoripare umane, l’accelerazione della replicazione batterica e virale e altri endpoint tali da indicare il potenziale per nuovi impatti biologici dovuti a questa gamma di frequenze.

Necessità di proseguire le ricerche prima di un’esposizione continua dell’intera popolazione

[…] L’evidenza emergente sugli umani sta confermando l’evidenza animale di problemi di sviluppo in seguito all’esposizione a RFR durante la gravidanza.

Le fonti di RFR dovrebbero essere evitate e distanziate dalle future mamme, come raccomandato da medici e scienziati (babysafeproject.org).
Altri paesi dovrebbero seguire la Francia, limitando l’esposizione a RFR nei bambini di età inferiore ai 16 anni.

I ripetitori dei cellulari devono essere distanziati da case, asili nido, scuole e luoghi frequentati da donne in gravidanza, ragazzi e uomini che desiderano avere figli sani.

concludono i ricercatori.

Foto di Sagar Biswas da Pixabay

Linee guida comuni e la ricerca COSMOS

Per le popolazioni residenti nelle città ad alta densità demografica è continua l’esposizione a miriadi di onde radio, negli ambienti lavorativi, commerciali, domestici e all’esterno.
Allo stato attuale non è ancora stato stabilito con certezza quale impatto abbia e quanto sia rilevante una minaccia da RF-EMF e da larghezze di banda 5G sulla nostra salute.
Nell’articolo “Cell Phone Radiation & Children’s Health: What Parents Need to Know” troviamo le raccomandazioni della AAP (American Academy of Pediatrics) relative ad una gestione consapevole del tempo che bambini e adolescenti trascorrono connessi ai dispositivi tecnologici.

La FDA (Food and Drug Administration) ha invece pubblicato le linee guida rivolte a tutto il pubblico per ridurre l’esposizione all’energia a radiofrequenza in: “Reducing Exposure: Hands-free Kits and Other Accessories”:

ridurre la quantità di tempo di utilizzo dello smartphone;
utilizzare la modalità altoparlante o un auricolare, per tenere a maggior distanza la testa dallo smartphone.

Terminerà non prima del 2027 la ricerca COSMOS sugli effetti dell’esposizione alle reti digitali: COSMOS (“Cohort Study of Mobile Phone Use and Health”). Si tratta di uno studio internazionale di coorte che studia i possibili effetti sulla salute legati all’uso a lungo termine di cellulari e altre tecnologie wireless.
Avviata nel 2007, include una coorte di 290.000 partecipanti provenienti da 6 paesi europei.

A distanza di 20-30 anni conosceremo i risultati dei dati sull’utilizzo odierno dei nostri dispositivi di ultima generazione e l’impatto sulla salute pubblica dell’IoT.

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Lucia Fava
Lucia Fava
Copywriter ed esperta di social media marketing, è la responsabile del coordinamento con i revisori scientifici. Si occupa di ricerca fonti e fact checking. ------ Note biografiche disponibili nella pagina Redazione | Tutti gli articoli, ove non espressamente specificato, sono sottoposti a Revisione Scientifica e Fact Checking.
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