Alimentazione

[Ricerca] Gli effetti del consumo in gravidanza di acqua fluorurata sul QI dei neonati

Annotazioni finali di Pavel Fucsovic, 10 Settembre 2019

Sul tema della sicurezza del fluoro nell’acqua potabile si sono espressi diversi ricercatori.
Studi osservazionali recenti hanno constatato come il fluoro sia in grado attraversare la placenta e accumularsi nelle aree cerebrali responsabili dell’apprendimento e della memoria.
Un team canadese ha scelto quindi di approfondire la ricerca e il 19 Agosto 2019 ha pubblicato: “Association Between Maternal Fluoride Exposure During Pregnancy and IQ Scores in Offspring in Canada” sul Jama Pediatrics.

Prima un breve cenno storico….

La fluorurazione delle acque nel 1940

Il sistema di fluorurazione delle acque potabili è stato sperimentato a partire dagli anni Quaranta del secolo scorso con città capofila Grand Rapids, nel Michigan (Stati Uniti).
In Italia i primi studi sperimentali sull’efficacia del fluoro come mezzo profilattico alla salute orale, risalgono agli anni Cinquanta e furono avviati dalla Clinica Odontoiatrica dell’Università di Pavia.
Le ricerche confermarono il potere batteriostatico ed antifermentativo del fluoro applicato direttamente sullo smalto dei denti, oltre che quello preventivo e profilattico delle paste dentifricie fluorate.

L’addizione di fluoro nell’acqua potabile è sicura?

Oggi il 66% di tutti i residenti negli Stati Uniti riceve acqua fluorurata attraverso i rubinetti.

In Italia non ci si orientò negli anni verso la fluorurazione delle acque potabili. Questo in quanto si stima che la media nazionale di fluoro nelle acque sia di circa 1 mg/l, ovvero sufficientemente ricche da non rendere consigliabile un’addizione farmacologia o nelle acque potabili.

Una indagine condotta dall’ISTAT ha rilevato però che il 46,5% degli italiani non beve acqua di rubinetto. Il ricorso ad acque minerali imbottigliate è particolarmente comune da parte dei genitori per i loro bambini.
Il consumo di acque minerali imbottigliate medio di 155 l/persona/anno rende il consumo italiano superiore a qualunque altra nazione europea.

I risultati sullo sviluppo intellettuale del bambino

La ricerca ha incluso 601 coppie di madri e figli – di età compresa tra i 3 e i 4 anni – residenti in Canada.
Il 41% delle coppie presenti in zone con fornitura di acqua di rubinetto fluorurata.
L’obiettivo era valutare ciò che studi precedenti non avevano approfondito, ovvero gli effetti dell’esposizione al fluoro durante lo sviluppo fetale del cervello.
I ricercatori hanno avuto accesso ai dati del QI test condotto su 400 bambini.

Il metro di valutazione impiegato dai ricercatori è stato duplice:

  • l’assunzione di acqua di rubinetto e bevande contenenti acqua (ad esempio caffè e tè);
  • i dati raccolti sulle concentrazioni di fluoruro urinario materno (MUF) in tre momenti diversi della giornata (per ovviare ai limiti correlati al consumo delle bevande esposti nel punto precedente).

L’analisi ha rivelato una discrepanza di risultati tra maschi e femmine.
Nei maschi, ad un aumento di 1 milligrammo/litro di MUF corrispondevano punteggi di QI inferiori di 4,5 punti.
Nelle bambine le associazioni con i punteggi del QI, invece, erano statisticamente non significative.

Immagine di nugroho dwi hartawan da Pixabay

Limiti e conclusioni della ricerca

Occorre sottolineare alcuni limiti sopravvenuti durante la ricerca:

  1. le madri hanno riferito direttamente la loro assunzione di acqua e bevande a base di acqua;
  2. la ricerca non ha incluso (ed esaminato) i dati da esposizione al fluoro post-natale;
  3. i ricercatori non possedevano i dati dei QI test delle madri coinvolte nella ricerca;
  4. i dati raccolti possono essere stati influenzati da ingestione di dentifricio al fluoro o da acque in bottiglia a basso contenuto, se non prive, di fluoro.

A conclusione della ricerca il team ha sostenuto che:

L’esposizione al fluoro durante la gravidanza può essere associata ad effetti avversi sullo sviluppo intellettuale del bambino, indicando la possibile necessità di ridurre l’assunzione di fluoro durante la gravidanza.


Note di Pavel Fucsovic: i limiti dello studio vanno ben oltre quelli già evidenziati dall’ottima Lucia.

Bisogna innanzitutto comprendere il “contesto” in cui questo studio si inserisce. Negli Stati Uniti (e, in parte, in Canada) c’è una “teoria del complotto” che associa alla fluorurazione dell’acqua pubblica un programma del governo di manipolare la mente della cittadinanza (certo, come no…).

I risultati del presente studio, per quanto non definitivi e fin troppo facilmente obiettabili, sono un po’ una boccata di ossigeno per questo movimento di disagiati sociali. Non stupisce quindi che anche i debunker scientifici americani abbiano, a gran voce, evidenziato le inconsistenze dello studio presentato in questo articolo.

Tra gli scettici più intraprendenti abbiamo il Dr. Alex Berezow, che dalle pagine della rivista dell’ACSH (American Council on Science and Health) riprende lo studio e ne mette a nudo gli errori di valutazione.

Di seguito traduco parte del debunk: “No, Fluoride Doesn’t Lower IQ. It Fails To Satisfy Hill’s Criteria Of Causality“. Per chi volesse leggerne la versione integrale (HTML, Eng), il link alla fonte è al termine della traduzione.

Grazie per l’attenzione. Pavel.

Solidità dell’associazione (tra fluoruro e QI). Il legame tra fluoruro e QI non è particolarmente forte. Come ha affermato il Dr. John Ioannidis (un debunker che ha scosso il mondo della scienza biomedica dimostrando perché la maggior parte degli articoli pubblicati sono sbagliati) al Washington Post, “I risultati sono molto al limite in termini di significato statistico”. In effetti, il calo riportato nel QI per i ragazzi era di circa 4,5 punti, ma l’intervallo di confidenza (da -8,38 a -0,60) includeva quasi lo zero. (Nelle statistiche, se un intervallo di confidenza include zero, significa “niente da vedere qui.”)

Consistenza. Il documento non è coerente con altri dati sull’argomento. Anche se è vero che dosi estremamente elevate di fluoro danneggiano il cervello, le persone non sono esposte a tali livelli bevendo acqua. Inoltre, l’American Academy of Pediatrics spiega che, poiché la fluorurazione dell’acqua è diventata più diffusa negli ultimi decenni, il QI degli americani è aumentato. (Questo aumento del QI è noto come effetto Flynn, che forse è dovuto a una migliore alimentazione, salute pubblica ed educazione.

Coerenza. Mentre gli autori concludono che un aumento di 1 mg di fluoruro rilevato nelle urine della madre è collegato a un calo del QI di circa 4,5 punti nei ragazzi, non vi è alcuna differenza di QI statisticamente significativa tra le ragazze. (In realtà, è peggio di così. La stima puntuale mostra un aumento del QI di 2,4 punti per le ragazze.) Ovviamente, questo è incoerente. Non esiste una ragione biochimica ragionevole per cui il fluoro danneggerebbe il cervello dei ragazzi ma non quello delle ragazze.

Infine, vale la pena sottolineare che il punteggio di QI inferiore di 4,5 punti tra i ragazzi è per ogni aumento di 1 mg nei livelli di fluoro nelle urine della madre. Ma le donne non avevano davvero molta differenza nei livelli di fluoro. La differenza attesa tra i gruppi “alto fluoruro” e “basso fluoruro” era 0,29 mg, il che si tradurrebbe in un calo del QI di 1,3 punti. (Cioè, 4,5 x 0,29.)

Dr. Alex Berezow


Fonte: No, Fluoride Doesn’t Lower IQ. It Fails To Satisfy Hill’s Criteria Of Causality

Lucia Fava
Lucia Fava
Copywriter ed esperta di social media marketing, è la responsabile del coordinamento con i revisori scientifici. Si occupa di ricerca fonti e fact checking.