Somatoline vs tiroide: tutta la verità

[Ultimo aggiornamento: 22/02/2019] Somatoline vs tiroidetutta la verità a proposito dell’interazione tra questo prodotto utilizzato per rimodellare il corpo e la tiroide verrà illustrata nelle prossime righe.

Per il momento ci preme più che altro specificare che l’articolo in questione, a differenza di ciò che credono in molti, è un farmaco a tutti gli effetti e non un semplice cosmetico. Questa puntualizzazione serve più che altro a lasciare intendere a chi legge che la crema anticellulite qui in esame, sicuramente una delle più note tra gli utenti che vorrebbero distruggere una volta per tutte i loro depositi adiposi, può se mal utilizzata produrre realmente degli effetti collaterali.

Vediamo quindi di approfondire l’argomento.

Somatoline vs tiroide: tutta la verità

Somatoline vs tiroidetutta la verità“così abbiamo deciso di intitolare questo paragrafo per il semplice motivo che sull’argomento se ne sono dette di cotte e di crude, tanto da lasciare gli utenti in un limbo popolato da dubbi e confusione, insomma in un sostanziale stato di incertezza circa la possibilità di utilizzare i prodotti della linea Somatoline senza danneggiare la propria tiroide.

In effetti a dirimere la questione sono stati chiamati i medici dell’ospedale milanese L.Sacco, presidio ospedaliero dotato di un efficientissimo reparto endocrinologico. Gli studiosi sono stati in qualche modo allertati sul dibattito proprio a seguito delle tante voci che si rincorrevano sul web e persino in ambiente medico. Analizzata quindi la composizione dei vari prodotti Somatoline, hanno in effetti appurato che all’interno di questi cosmetici medicinali sono presenti delle sostanze, in particolare l’ormone noto come levotiroxina, capaci di interagire con la tiroide, almeno a patto che si verifichino determinate circostanze.

Prima di esse è il dosaggio. Perché tale principio attivo, utile alla causa della lotta contro la cellulite in quanto capace di drenare i liquidi ed i grassi che l’organismo tende ad accumulare, possa in qualche modo arrecare degli squilibri al corpo è necessario che i quantitativi utilizzati siano nettamente superiori rispetto a quelli normalmente contenuti nei prodotti Somatoline.

Ma gli studiosi non si sono certo fermati qui. Un altro elemento sul quale si è riflettuto è la modalità di somministrazione di questi unguenti sciogli-grasso. In particolare si è sottolineato a beneficio dei profani del settore che, almeno nella maggior parte dei casi, il prodotto viene utilizzato per via esterna e non ha quindi modo di entrare direttamente in circolo nel sangue. Ciò contribuisce a tranquillizzare ulteriormente chi temeva che la crema in questione potesse in qualche modo danneggiare la sua tiroide.

La levotiroxina è un ormone fisiologicamente prodotto dall’organismo umano, il principio attivo di origine sintetica viene ampiamente utilizzato per la terapia dell’ipotiroidismo, sindrome clinica che diminuisce l’attività della tiroide, ghiandola deputata alla regolazione dei processi metabolici dell’organismo. La sua somministrazione per bocca permette di ristabilirne la corretta funzionalità, consentendo di bilanciare il suo delicato equilibrio.

Il suo utilizzo topico (locale sotto forma di crema), risulta invece efficace e sicuro nel trattamentodella Cellulite (ex Panniculopatia Edemo Fibro Sclerotica), termine oggi riconosciuto ed utilizzato correntemente in ambito medico-scientifico, anche a livello internazionale, per definire una ben precisa patologia.

La cellulite

La Cellulite è un complesso di alterazioni del derma, lo strato superficiale della cute, e dell’ipoderma, lo strato più profondo, caratterizzato da una particolare morfologia dei setti di collagene che li uniscono, come evidenziato da recenti studi effettuati sulla struttura della cute con cellulite, attraverso l’utilizzo della risonanza magnetica. Questa particolare disposizione dei setti di collagene “imprigiona” dei lobuli di tessuto adiposo, caratterizzati dalla presenza di grasso bianco rendendolo particolarmente resistente all’impiego ai fini energetici.

Quella che, in passato, veniva considerata un semplice inestetismo e non una patologia, infatti, oggi è inquadrata attraverso una definizione medica e, conseguentemente, deve essere trattata con soluzioni farmacologiche opportune.

Come funziona la Somatoline

La crema ad uso topico a base di L-Tiroxina micronizzata (associata ad escina) ha una doppia azione sul tessuto cutaneo: da una parte inibisce l’eccessiva produzione della matrice extracellulare, dove si accumulano i liquidi in eccesso, dall’altra attiva i processi di lipolisi, la distruzione del grasso, da parte delle cellule adipose. Questi, infatti, sono i fattori determinanti di ciò che a livello cutaneo superficiale si percepisce come “pelle a buccia d’arancia” ma che, a livello più profondo, è un insieme di modificazioni patologiche dei tessuti. In particolare, viene riscontrata una tipica disposizione dei setti di collagene che uniscono il derma all’ipoderma (gli strati superficiale e profondo della cute), “imprigionando” dei lobuli di tessuto adiposo, formati da grasso bianco.

Somatoline è sicura per la tiroide?

La sicurezza della levotiroxina micronizzata (ed escina) in emulsione, applicata a livello cutaneo, è stata dimostrata da numerosi studi clinici oggetto di pubblicazione. L’ultimo in ordine di tempo, condotto dall’equipe del Dottor Maurizio Bevilacqua dell’Unità operativa di Endocrinologia dell’Azienda Ospedaliera Luigi Sacco di Milano, e pubblicato (quando) sulla rivista ‘Giornale Italiano di Dermatologia e Venereologia’, ha verificato l’assenza di assorbimento sistemico dell’ormone tiroideo dopo la sua applicazione cutanea per 28 giorni, secondo la posologia consigliata, in 20 donne adulte sane, tra i 18 e i 50 anni, confermando il mantenimento dei corretti livelli di L-tiroxina libera (FT4), triiodotironina libera (FT3), Thyroid Stimulating Hormone (TSH) e reverse T3 al tempo 0, a 5 e a 24 ore dalla prima applicazione e successivamente dopo 2 e 4 settimane dall’inizio del trattamento. E’ stato eseguito, inoltre, un prelievo di sangue dopo due settimane dall’ultima applicazione del prodotto come follow-up.

E’ stato, quindi, dimostrato che il farmaco di auto-medicazione in oggetto non interferisce con i livelli plasmatici degli ormoni tiroidei oggetto di studio, né a breve termine, ossia successivamente alla dose di attacco, né alla conclusione dei cicli di trattamento, né a distanza di due settimane dall’applicazione del contenuto dell’ultima bustina. Non sono state osservate, infatti, variazioni clinicamente o statisticamente rilevanti rispetto ai valori basali di nessuno degli ormoni presi in considerazione.

«Questo studio di farmacocinetica – spiega il Dottor Maurizio Bevilacqua – segue i primi 2 studi clinici sulla levotiroxina, condotti nel 2002 e nel 2003, per verificare un possibile assorbimento sistemico da una somministrazione transcutanea con Somatoline OTC. I risultati di quest’ultimo studio dimostrano che, anche utilizzando la formulazione dell’emulsione a base di L-Tiroxina micronizzata, per ottimizzare le proprietà del formulato, non si verifica l’assorbimento sistemico dell’ormone tiroideo. A tale proposito, vorrei sottolineare che l’indice principale del fatto che nel sangue ci sia un eccesso di ormoni tiroidei è la soppressione del TSH, ovvero del Thyroid Stimulating Hormone, ormone tireostimolante che agisce come un meccanismo di controllo. La produzione degli ormoni tiroidei viene, infatti, regolata da un meccanismo che è comunemente definito come asse ipotalamo-ipofisi-tiroideo ed è soggetta a effetti stimolatori ed inibitori con un meccanismo di bilanciamento che consente di mantenere, in condizioni normali, un adeguato livello circolante di ormoni nel sangue. Di fatto, l`effetto stimolante è esercitato proprio dal TSH, prodotto dall’ipofisi che stimola la produzione e la secrezione di T3 e T4, che a loro volta inibiscono la secrezione di TSH. Questo meccanismo di autoregolazione, noto come “controllo retrogrado”, consente di attivare processi che tendono a far aumentare la sintesi e la secrezione degli ormoni tiroidei quando il loro livello diminuisce e, al contrario, ne limitano la produzione quando il loro livello nel sangue è eccessivo. Per questo, in caso di dubbi sulla funzionalità tiroidea, il TSH, i cui valori normalmente variano fra 0,4 e 5 µU/ml, è stato indicato ufficialmente come primo esame da effettuare».

Tuttavia i medici hanno reso noto all’utenza che in casi rarissimi si sono riscontrate delle interazioni dannose tra l’uso dei prodotti Somatoline ed i pazienti che hanno a ragione accusato dei disturbi a carico della ghiandola tiroidea. Per questo motivo si raccomanda non soltanto di sottoporsi al trattamento previo consulto con il medico o con il farmacista, ma anche di attenersi alle istruzioni riportate sul bugiardino del medicinale. Esso infatti presenta una piccola lista di controindicazioni su cui è sempre meglio essere ben informati.

Fonti: https://blog.farmacosmo.it/salute-e-benessere/somatoline-effetti-tiroide/https://www.superinformati.com/integratori/somatoline-bustine-funziona.htm