Sordità

La perdita o la diminuzione dell’udito può verificarsi in uno o in entrambi gli orecchi, può essere congenita o acquisita e si divide sostanzialmente in due tipi: sordità di percezione e sordità di trasmissione.

Ci sono vari modi per misurare l’udito, attraverso semplici test clinici che aiutano a determinare la natura della sordità del paziente ed a valutare con precisione la percezione di diverse frequenze sonore.

FORME DI SORDITA’

Sordità di percezione: deriva dallo scorretto funzionamento della coclea o delle vie nervose dell’orecchio interno e può essere dovuta ad infezioni, traumi oppure all’invecchiamento, in questo caso si parla di ‘presbicusia’ ovvero il naturale logoramento del sistema uditivo.

Sordità di trasmissione: detta anche sordità di conduzione, è generata da una lesione dell’orecchio esterno o medio che altera la trasmissione delle onde sonore. Nel primo caso è prodotta da un’ostruzione del meato uditivo esterno (tappo di cerume, corpo estraneo, foruncolo); se coinvolge l’orecchio medio la causa può essere invece un’otite, una malformazione congenita, la perforazione del timpano o malattie ereditarie.

Otospongiosi: si tratta di una malattia genetica ereditaria che consiste nella graduale calcificazione e nel grave blocco dell’articolazione della staffa. Può essere curata rimuovendo chirurgicamente la staffa sostituendola con una protesi.

Per correggere la sordità esistono oggi numerose protesi acustiche:  quelle esterne amplificano il suono attraverso una cassa elettronica che contiene  un microfono, un ricevitore ed un amplificatore e sono generalmente poste sul bordo o nel cavo dell’orecchio; gli impianti cocleari agiscono invece direttamente sull’orecchio interno e per essere inseriti è necessario un intervento chirurgico.